Cesare Battisti non scappava: "Stavo andando a pescare"

Il 4 ottobre la notizia dell'arresto di Cesare Battisti mentre tentava di passare il confine con la Bolivia. L'ex terrorista ora racconta la sua verità

Cesare Battisti adesso racconta come sarebbero andati i fatti quel 4 ottobre. Raggiunto per un’intervista alla Tv Tribuna a Cananéia ha detto che il controllo della polizia brasiliana sembrava organizzato e come già chiarito dopo l’arresto, Battisti non ha paura dell’estradizione.

Il racconto dell’arresto

L’ex terrorista del Pac (Proletari armati per il comunismo) parla in un’intervista da casa di due amici dopo essere tornato in libertà. “Ero con due amici, stavamo andando a pescare e a comprare vini e articoli di cuoio. Prima di arrivare alla frontiera ci hanno fermati e poi subito dopo. Ho avuto l’impressione che fosse tutto preparato da tempo. Hanno rivoltato la nostra auto come un calzino. Mi hanno accusato di esportazione illegale di valuta, ma c’è un grande errore; quei soldi erano da usare tra noi tre, quindi non abbiamo superato nessuna soglia, non capisco perché me li abbiano attribuiti tutti a me“, ha chiarito.


Una fuga in Bolivia?

La prima ipotesi è che Battisti avrebbe cercato di lasciare il Brasile e fuggire in Bolivia. “Non ho lo status di rifugiato, sono un immigrato con un visto permanente; pertanto posso entrare e uscire dal Paese ogni volta che voglio, come qualsiasi altro cittadino brasiliano. Non capisco perché si voglia far credere che stavo fuggendo o scappando. Adesso sto organizzando la mia difesa, ma è chiaro che quanto detto dal primo giudice a Corumbà non sta né in cielo né in terra“, ha risposto così all’accusa di tentare la fuga. “È stato terribile. Sono rimasto chiuso in commissariato per tre giorni, in una cella senza luce, a terra, sporco e maleodorante. Mi provocavano, c’era un clima di euforia. Poi, quando è arrivato l’habeas corpus, sembrava un funerale, tutti con la faccia accigliata“.

Nessuna paura di tornare in Italia, quindi: “Sono protetto, il decreto Lula non può essere revocato: ormai sono passati cinque anni“. Nel nostro Paese, Battisti è stato condannato all’ergastolo per 4 omicidi.

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