Delitto di Avetrana: Sabrina agì con "fredda pianificazione"

Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano sono state condannate all'ergastolo per l'omicidio della giovane Sarah Scazzi, avvenuto per strangolamento

Sono state finalmente pubblicate le motivazioni di sentenza in merito alla condanna all’ergastolo, per l’omicidio di Sarah Scazzi, di Sabrina Misseri e di sua madre Cosima Serrano. Dalle motivazioni si evince che a Sabrina Misseri non sarebbero state concesse le attenuanti generiche perché la ragazza avrebbe agito con “fredda pianificazione” e “comportamenti spregiudicati”.

Un piano ben congegnato

Da quanto si evince dalla sentenza, i giudici hanno considerato totalmente privo di impulsività del momento il comportamento omicida di Sabrina Misseri e della madre Cosima, sia nell’atto dell’uccisione di Sarah, sia nei tentativi di depistaggio e di manipolazione mediatica che avvennero successivamente alla scomparsa – prima – e del ritrovamento del cadavere – poi – di Sarah Scazzi. In molti, infatti, si ricorderanno che nei mesi successivi alla scomparsa della ragazza, la giovane Misseri era spesso protagonista nelle interviste


Secondo i giudici, Sabrina avrebbe agito con “fredda pianificazione d’una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell’impunità”. Inoltre, la ragazza avrebbe tentato di strumentalizzare i media, nel tentativo di deviare le indagini con “astuto e freddo motore propulsivo” verso “piste fasulle”. Ciò avrebbe messo Sabrina Misseri in una posizione ancora più grave, che non la metterebbe ora nella posizione di avere sconti di pena né attenuanti generiche.

Serrano, “direttamente protagonista”

Nessuno sconto di pena neanche per la madre di Sabrina, Cosima Serrano. La donna, infatti, è stata accusata di aver partecipato attivamente sia al sequestro che all’omicidio della nipote: “Si era resa direttamente protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando, poi, materialmente alla fase commissiva del delitto”.

Non è passato inosservato, inoltre, che davanti a un litigio tra giovani, la donna non abbia cercato di sedare una lite, bensì abbia seguito gli impulsi della figlia senza cercare di limitare le sue intenzioni lesive. Anche lei, inoltre, dopo l’omicidio, avrebbe messo in atto “una serie di depistaggi per conseguire l’impunità per sé e sua figlia Sabrina”.

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