Yari Carrisi rivela: "Io a Loredana voglio tanto bene"

Yari Carrisi, figlio di di Al Bano e Romina ha parlato della sua esperienza, anche musicale, con i media e il rapporto che ha avuto con la sua famiglia

Il primogenito di Al Bano e Romina Power ha parlato della sua esperienza, anche musicale, con i media e il rapporto che ha avuto con la sua famiglia. Yari Carrisi è tornato a far palare di sé. Dopo la tumultuosa relazione con Naike Rivelli e la partecipazione al programma televisivo Pechino Express, Carrisi ha rilasciato alcune dichiarazioni nell’intervista a Sabato Italiano, condotto da Eleonora Daniele su Rai Uno.

Le ultime comparse in televisione le ha fatte insieme alla sua vecchia fiamma Naike Rivelli, figlia della famosa attrice Ornella Muti. La loro relazione è finita clamorosamente appena dopo due mesi dalla fine del reality Pechino Express.


Yari Carrisi: il tentativo di fare musica

Davanti ai microfoni ha descritto la difficoltà che ha trovato durante il lancio del suo disco alcuni anni fa. Secondo Yari Carrisi non è stato del tutto facile proseguire la carriera musicale, anche per colpa della visibilità mediatica che ha avuto la sua famiglia. Nell’intervista ha spiegato: “Ho questa famiglia mediatica, per cui basta una frase estrapolata che viene usata contro di me per danneggiarmi. Mi sarebbe piaciuto fare questo mestiere in una famiglia in cui gli altri facevano altri mestieri“.

I problemi mediatici con Loredana Lecciso

Yari Carrisi, figlio della famosa coppia Al Bano-Romina, ha poi parlato della sua matrigna Loredana Lecciso con la quale ha confessato di avere un ottimo rapporto: “Io a Loredana voglio tanto bene, ma quando lei ha fatto la sua uscita mediatica io stavo per uscire fuori con un disco e mi hanno bloccato tutto perché avevano paura della situazione della mia famiglia. Io non c’entravo niente“. Poi ha continuato precisando l’incolpevolezza della Lecciso: “Per tanto tempo ho smesso di fare musica, me ne sono andato in India. Loredana non c’entra niente con questo, dovrebbero ripensarci quelli dell’etichetta Soleluna“.

Infine ha concluso parlando dei bei momenti passati con i suoi genitori: “Andavamo in giro negli anni Settanta come zingari. Tre-quattro ore di sonno, si metteva alla guida e andava al concerto successivo. È stato fantastico, si dormiva ovunque. Questo periodo non viene mai promosso in televisione. Io sono cresciuto nell’era in cui i miei erano fuori dall’Italia“.

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