David Rossi, ex sindaco di Siena: "David avrebbe detto tutto ai magistrati"

Il dirigente del Monte dei Paschi di Siena è morto nel 2013 facendo un volo dalla finestra del suo ufficio: oggi qualcuno ripete che "è stato ucciso"

Si è suicidato o qualcuno lo ha ucciso? Nonostante le due inchieste intorno alla morte di David Rossi, dirigente di Monte dei Paschi di Siena morto il 6 marzo 2013, siano state archiviate due volte, ancora rimangono molti dubbi, esposti in primis dalla sua famiglia, su cosa accadde il giorno della sua morte. Ora, a far emergere nuove ipotesi è un servizio de Le Iene, che contiene alcune dichiarazioni interessanti fatte dall’ex Sindaco di Siena, Pierluigi Piccini.

Un corpo nel vuoto

Nel 2016, era già emerso un video, pubblicato in esclusiva da Il Fatto Quotidiano, che mostrava il corpo di Rossi cadere dalla finestra del suo ufficio al Monte dei Paschi di Siena. Il video mostra qualcosa di molto singolare: il corpo del dirigente non cade con il volto rivolto verso il vuoto, ma verso il muro dell’edificio. David Rossi cade come un pendolo, rivolto al muro, e sbatte prima le gambe e poi le spalle a terra. Lì, rimarrà agonizzante per 20 minuti. In quel momento, tra l’altro, nel video si vede un oggetto cadere vicino al corpo di Rossi: si tratta, secondo i periti, del suo orologio da polso. Qualcuno avrebbe lanciato l’orologio vicino al corpo, dalla finestra del suo ufficio.


Parla Piccini: “ci furono festini”

Ora, un servizio de Le Iene torna a parlare di David Rossi, e lo fa intervistando Giuseppe Piccini, ex Sindaco di Siena ed ex dirigente di MpS. Piccini ha incontrato due intervistatori delle Iene a Siene, al tavolino di un bar. Dopo aver espressamente chiesto non solo di non essere registrato, ma anche che i telefoni cellulari dei due venissero spenti, ha fatto una serie di affermazioni legate alla sua teoria secondo la quale Rossi non si sarebbe suicidato.

Nello specifico, Piccini parla di un dirigente razionale, forte, con la situazione sempre sotto controllo, di indagini svolte in modo scorretto. Insinua che la risposta ai dubbi su questa morte risieda in alcuni “festini” in due ville nel senese, a cui avrebbero partecipato “magistrati senesi”  e “qualche personaggio nazionale”, e che forse David Rossi sapeva qualcosa di scomodo. Nel servizio si sente infatti Piccini dire: “Il grave errore di David Rossi è stato andare a dire: ‘io parlo’” e, ancora: “Se sei la magistratura e scopri certe cose cerchi di chiudere perché  sennò diventa una cosa molto difficile…e io qui lo capisco“.

Intervistato dal Corriere della Sera, qualche giorno dopo Piccini ribadirà: “David mandò un messaggio a un alto dirigente di Monte dei Paschi avvertendolo che avrebbe raccontato tutto ai magistrati. Queste cose le sto ripetendo da anni”, e ha ripetuto come della questione dei festini, a Siena, saprebbero tutti da tempo.

Per tutto il tempo, Piccini chiede di non essere registrato, spiegando quanto per lui sia importante: “Se esce mezza parola io vi denuncio” e ribadisce: “Io sono candidato sindaco, mi mettete contro la magistratura”. Quando a fine intervista, però, scopre che i due intervistatori stavano registrando di nascosto, si arrabbia moltissimo e dice chiaramente di volerli denunciare. Così ha ribadito in una nota stampa pubblicata l’altro giorno: “In seguito alla trasmissione delle Iene andata in onda domenica 8 ottobre su Italia 1 (Mediaset) preciso che ho immediatamente sentito i miei legali dando loro mandato di difendere le mie ragioni sia sul piano penale che civile, in quanto la registrazione e le riprese sono state effettuate in maniera scorretta“.

La moglie di Rossi: “Non credo ai festini”

Antonella Tognazzi, vedova di David Rossi, ribadisce al Corriere della Sera che non crede che c’entrino i festini: “La storia dei festini? Io non ho mai sospettato nulla, ma s’indaghi anche su questo sino in fondo, senza reticenze, si arrivi alla verità. Costi quel che costi”. Per Antonella Tognazzi, David Rossi è stato ucciso, e lei vuole scoprire da chi. Parla di un Rossi agitato, nell’ultimo periodo della sua vita (che, tra l’altro, coincide proprio con il periodo in cui scoppiò lo scandalo della crisi di Mps) e che chiedeva aiuto, e lo aveva fatto anche con una mail a un alto dirigente di Mps”.

L’ipotesi della donna, con il senno di poi, è che il marito si sentisse minacciato: “Era un uomo che aveva paura di essere ucciso. Anche una situazione di stress come quella non poteva giustificare la sua agitazione. Non lo avevo mai visto così, a fargli così tanta paura non poteva essere solo preoccupazione lavorativa e un’inchiesta nella quale oltretutto lui non era neppure indagato”.

Ad oggi, comunque, entrambe le inchieste sulla morte di Rossi sono state archiviate (l’ultima nel luglio 2017) e, per ora, non si sta indagando di nuovo sulla sorte di quest’uomo.

Aggiungi un commento