Garlasco, la bici non sequestrata: prescrizione per il carabiniere, ma dovrà risarcire i Poggi

La prima Corte d'Appello di Milano ha stabilito la prescrizione del reato per l'ex maresciallo Marchetto, accusato di falsa testimonianza nel processo a carico di Alberto Stasi. Ma dovrà comunque risarcire i Poggi

10 mila euro in forma di risarcimento alla famiglia di Chiara Poggi. Si tratta di quanto la prima Corte d’Appello di Milano ha deciso per l’ex maresciallo dei Carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto. L’ex militare è infatti accusato di aver reso falsa testimonianza in occasione del processo di primo grado a carico di Alberto Stasi. Marchetto già un anno e mezzo fa è stato condannato dal Tribunale di Pavia ad un anno e mezzo di reclusione. Il giudice lo ha infatti ritenuto colpevole di falsa testimonianza dinanzi al gup di Vigevano Stefano Vitelli.

Avrebbe mentito per coprire un errore investigativo

L’ex maresciallo comparve infatti avanti al gup nell’ambito del processo di primo grado a carico di Alberto Stasi, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. In quell’occasione, tuttavia, mancò di dire le reali ragioni per cui non sequestrò la bicicletta nera da donna, custodita nell’officina del padre di Alberto. Secondo la tesi dell’accusa, l’ex maresciallo avrebbe mentito per coprire un suo errore investigativo: non aver posto sotto sequestro la bicicletta che pareva corrispondere a quella vista da una testimone accanto alla casa di Chiara, proprio all’ora in cui si consumava il delitto. Ma Marchetto affermò invece che il mezzo non corrispondeva, dichiarando di aver ascoltato la descrizione della bicicletta dalla stessa testimone e di aver constatato la difformità tra i due mezzi. Poi, però, il processo ha dimostrato che l’ex maresciallo non era presente al momento della deposizione della donna.


Reato prescritto, ma c’è il risarcimento

Quelle dichiarazioni, secondo l’avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni, influenzarono “l’esito del procedimento“. Stasi infatti, prima di essere condannato a 16 anni di reclusione, che sta tutt’ora scontando presso il carcere di Bollate – fu assolto sia in primo che in secondo grado. Adesso la prima Corte d’Appello di Milano, pur riconoscendo la prescrizione del reato, ha comunque condannato Marchetto al pagamento di un risarcimento pari a 20mila euro nei confronti della famiglia di Chiara Poggi.

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