Monica Vitti, tra qualche settimana gli 86 anni che non può festeggiare

Un'icona non solo del cinema italiano, ma di stile, l'attrice romana dal timbro conturbante si appresta a tagliare un traguardo importante, ma la sue condizioni

Monica Vitti, nata Maria Luisa Ceciarelli, è nata il 3 novembre del 1931. Se la matematica non è un’opinione dunque la grande icona del cinema italiano si appresta a compiere 86 anni.

Una carriera che l’ha consacrata al mito, collaborazioni prestigiose, la stima inequivocabile dell’intero mondo dello spettacolo. La Vitti è donna di passione, come tutte le attrici di un tempo. Serba in sé quel mistero delle dive italiane, come la Loren, la Cardinale e la Magnani, che riuscivano a trasfigurare nei loro personaggi animo, sangue e carne, tanto da rendere quei personaggi immortali.

Monica, una che conosce l’amore

Ad artiste come Monica non appartengono le frivolezze del cinema contemporaneo. La Vitti era una che il suo lavoro lo faceva con amore e lei di amore ne sa qualcosa. Se riusciva a dare un certo spessore alle pellicole in cui compariva era “per amore” e il pubblico in sala lo percepiva sempre, fino e in fondo.


D’altronde così è stato anche nella sfera privata: sono stati solo 3 gli uomini più importanti della sua vita. Il primo è Michelangelo Antonioni, con cui tra il 1960 e il 1962 girò tre film: il giallo L’avventura il melò intenso La Notte, e il dramma L’Eclissi. Ma Antonioni l’ha diretta anche per in Deserto Rosso, vincitore del Leone d’Oro nel 1964 e riproposto alla Mostra di Venezia quest’anno a titolo celebrativo nella sezione Venezia Classic. Poi c’è stato il direttore della fotografia Carlo Di Palma. Infine è arrivato Roberto Russo, che la diresse in Flirt, nel 1983.

La storia con Russo

La coppia ha festeggiato il mese scorso 17 anni matrimonio. Il marito di Monica ha detto di lei: “Monica Vitti è un’artista in cammino dall’inizio della sua carriera. Non si è mai fermata. Era naturale che prima o poi scrivesse i suoi film e li dirigesse. In tutti i personaggi di Monica c’è un po’ di lei, del suo carattere, a volte anche del suo modo di pensare e di agire. Monica ha sempre lavorato sulle sceneggiature che le mandavano per cucirsi addosso il personaggio“.

Francesco Russo fu operatore, fotografo ed elettricista, prima di intraprendere la carriera di regista. Sposò Monica Vitti dopo ben 27 anni di fidanzamento. Era il 2000, la cerimonia fu segretissima, il rito civile in Campidoglio vide due testimoni: Cristina e Tony Porcella, amici della coppia e galleristi di professione.

Il dramma del mito

Quel timbro conturbante, quell’ovale inconfondibile e il labbro tremulo dei suoi personaggi, hanno contribuito ad edificare un mito. Un mito, quello della Vitti, celebrato da tutto il mondo dello spettacolo. Tanti i colleghi che serbano di lei ricordi indelebili, come Maurizio Costanzo, che un po’ le rende il merito della sua storia con Maria. “Quando Maria venne a lavorare nella mia società, Monica Vitti mi disse: ‘Quella ragazza ha una voce forte come la mia: porta bene’“.

Ora, però, la vitti si è ritirata a vita privata. Da anni non si tiene lontana dai riflettore. Il motivo è una devastante malattia degenerativa, simile all’Alzheimer. Al momento è ricoverata in una clinica svizzera. Anche se tra pochi giorni la diva compirà 86 anni, è probabile che non possa festeggiare. I momenti di lucidità per lei sono rari e durante questi ha deciso di non voler mostrare al mondo la sua sofferenza.

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