Rosatellum bis: come funziona e cosa non piace della nuova legge elettorale

Il Rosatellum bis è stato approvato: ecco cosa prevede la nuova legge elettorale che omologa le elezioni di Camera e Senato e le critiche

Il Rosatellum bis sarà il sistema con cui andremo alle urne tra pochi mesi. La nuova legge elettorale ha destato non poche proteste ed è stato approvato con il voto di fiducia. È un sistema misto maggioritario e proporzionale, che difficilmente, secondo alcuni osservatori, riuscirà a dare un vincitore la notte delle elezioni.

Rosatellum bis: un sistema misto

Il Rosatellum prende il nome da Ettore Rosato, capogruppo del Partito Democratico alla Camera. È un sistema misto, nel senso che è sia maggioritario che proporzionale. Nello specifico ci sono 232 collegi uninominali, cioè con un solo candidato per partito o coalizione. Il 36% dei seggi verrà quindi assegnato con il sistema maggioritario: vince il candidato che avrà più voti rispetto agli altri in questi collegi. I restanti 386 seggi (64%) verranno invece assegnati con il proporzionale in collegi plurinominali. In questo caso ci sarà una lista di candidati, che verranno eletti in base al numero di voti ottenuti dalla lista del partito o dalla coalizione che li presenta. I restanti 12 deputati verranno eletti nelle circoscrizioni estere.


La scheda

Non sarà possibile il voto disgiunto e ci sarà un’unica scheda. Quindi non si potrà scegliere un candidato e un partito o una lista che ne sostiene un altro. Inoltre, se si sceglie di barrare solo il nome del candidato, il voto verrà ripartito tra i partiti che lo sostengono proporzionalmente al numero di voti che hanno ottenuto nel collegio. Un candidato avrà la possibilità di candidarsi in più collegi nella lista proporzionale, ma in un solo collegio uninominale.

C’è la soglia di sbarramento al 3% per i partiti e al 10% per le coalizioni. Inoltre, ci sono i listini bloccati nei collegi plurinominali con candidati scelti dai partiti.

I punti critici

Il Rosatellum è stato molto criticato, specialmente dalle minoranze parlamentari per diverse ragioni. L’obiezione che viene fatta da alcune forze politiche riguarda il fatto che questa legge elettorale favorisce le coalizioni, diminuendo in questo modo le possibilità per i partiti che corrono da soli, come il Movimento 5 Stelle. Mentre da una parte si osserva che il pregio di questa legge è di rendere omogenei i sistemi elettorali della Camera e del Senato, dall’altro si puntano alcune gravi criticità.

Sabino Cassese, giurista, osserva che il Rosatellum non risolve il problema della governabilità. Questa legge, partorendo un sistema principalmente proporzionale, dà alle forze politiche l’onere di garantire la stabilità al governo tramite accordi e coalizioni che reggano. Inoltre, proprio il suo carattere proporzionale favorisce la raccolta di voti tramite espedienti, come ad esempio le “liste civetta“. Queste sono liste parallele collegate ad un partito maggiore, come ad esempio il movimento animalista di Michela Brambilla o le liste civiche. Il loro compito è sottrarre voti agli avversari e drenarli nello schieramento maggiore. I minipartiti o le liste che non superano la soglia di sbarramento del 3% ma sono sopra l’1% “regalano” i loro voti alla coalizione collegata.

Un altro punto che ha scaldato gli animi riguarda il cosiddetto emendamento “salva-Verdini”, presente negli articoli 4 e 5 che consente a chi risiede in Italia di potersi candidare nelle circoscrizioni all’estero, dove per il leader di Ala sarebbe più semplice essere eletto, data la sua storia politica.

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