Gli Stati Uniti lasciano l'Unesco dopo ingresso Palestina: troppe politiche anti Israele

Non è la prima volta, già sotto Reagan gli USA lasciarono l'agenzia per politiche troppo pro URSS: ora non piace la tendenza verso la Palestina. La direttrice dell'Unesco: "Una perdita per il multilateralismo"

Una decisione forte quella annunciata degli Stati Uniti, che comunicano la loro uscita dall’Unesco poco dopo l’ingresso nell’organizzazione culturale mondiale della Palestina: per gli USA non c’è dubbio, l’inclusione dello stato mediorientale si legge come una presa di posizione anti israeliana.

Gli USA salutano l’Unesco: “Inclinazioni anti israeliane”

Gli Stati Uniti escono dall’Unesco dopo i malumori degli ultimi tempi per l’ingresso della Palestina nell’organizzazione con sede a Parigi: non va già agli USA che un paese simile entri in un’agenzia che, tramite cultura e scienza, si prodiga da sempre per la diffusione della pace. Da Washington fanno sapere che la scelta perentoria appena annunciata è dipesa dalle “inclinazioni anti israeliane” dell’Unesco e che la rappresentanza attuale nell’organizzazione verrà sostituita con quella che viene definita una missione di osservatori.


L’ammissione della Palestina nell’Unesco, come detto, viene letta come una politica delle Nazioni Unite volta ad osteggiare Israele, e per validare ciò si fa leva sul fatto che all’interno dell’organizzazione gli israeliani e i loro alleati siano in netta minoranza rispetto a chi gli è opposto, come ad esempio i paesi arabi. Una scelta, quella americana, che trova le sue radici già nel lontano 2011, quando in seguito alla votazione per permettere l’ingresso palestinese tra i membri, Washington bloccò i finanziamenti all’Unesco, lasciando comunque a Parigi un contingente alla sede centrale, cercando di continuare a fare la differenza nelle scelte dell’organizzazione da una posizione un po’ più defilata.

Non è la prima volta

Dall’altro lato, c’è da registrare il rammarico da parte del capo dell’Unesco, Irina Bokova, per la defezione degli USA. La direttrice ha infatti dichiarato di aver già ricevuto la notifica della decisione, che sarà annunciata ufficialmente la settimana prossima: gli Stati Uniti saranno definitivamente fuori dall’organizzazione dal prossimo 31 dicembre. La Bokova commenta così il ritiro statunitense: “Una perdita per l’Unesco, per le Nazioni Unite e per il multilateralismo”.

Una scelta eclatante sì, ma non certo inedita: gli Stati Uniti già tempo fa scelsero di prendere le distanze dall’organizzazione. Nel 1984 infatti, fu Ronald Reagan a decidere di uscire dall’Unesco nel pieno della Guerra Fredda: una scelta, anche in quel caso, dettata dalle presunte tendenze verso l’URSS dell’organizzazione rispetto all’Occidente. Fu solo nel 2002 che gli USA, con George W. Bush, rientrarono come membro dell’agenzia.

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