Tania Cagnotto e la speranza di rivederla a Tokyo 2020

Tania Cagnotto si sta facendo tentare dalla sua compagna in nazionale Francesca Dallapè per la partecipazione a Tokyo 2020

Tania Cagnotto potrebbe ripensarci. La mitica campionessa di tuffi, bolzanina classe 1985, recentemente si è fatta scappare la possibilità di poter riprendere la sua carriera sportiva. Tania infatti si è ritirata dalle competizioni internazionali nel 2016, dopo aver lasciato il segno nel mondo dei tuffi. È infatti la prima donna italiana ad aver conquistato una medaglia mondiale dal trampolino e l’unica ad aver vinto una medaglia d’oro.

Una carriera d’oro

Inoltre la tuffatrice europea con il maggior numero di podi in carriera. Insieme alla sua compagna Francesca Dallapè ha poi vinto una medaglia d’argento nei tuffi sincronizzati alle Olimpiadi 2016 del Brasile.

In tutto, considerando anche le medaglie vinte agli europei e mondiali giovanili, Tania ha conquistato più di sessanta medaglie. Per questo motivo è considerata la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi.


E proprio la Dallapè ha lanciato l’idea alla compagna e amica mentre entrambe erano ospiti all’apertura della kermesse Gardaland Magic Halloween nel noto parco di divertimenti. “Francesca sa essere molto insistente quando si mette in testa una cosa… – spiega Tania – Se lei insiste tanto potrei anche ricascarci“.

Il sogno di Tokyo 2020

L’idea è quella di tornare ad allenarsi in vista delle Giochi Olimpici di Tokyo 2020. Tania è in dolce attesa mentre Francesca è già mamma di Ludovica. Le due atlete si godono quindi la loro famiglia fuori dalla piscina, Tania si è sposata nel 2016 con Stefano Parolin, ma il richiamo del trampolino non sembra essersi sopito.

Tania in fondo è figlia d’arte: il padre e suo allenatore Giorgio Cagnotto ha vinto numerose medaglie in campo mondiale ed europeo nel corso degli anni settanta. La madre, Carmen Casteiner, dominava la scena italiana dei tuffi in campo femminile nello stesso periodo.

Insomma Tania potrebbe pensare seriamente ad un ritorno alla competizione olimpica. E noi ce lo auguriamo di cuore. Un altro successo olimpico non potrebbe che renderci tutti felici.

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