Nube tossica sulla California: l'inferno non si arresta

In California non accenna ad arrestarsi il grande inferno. I venti innescano nuovi focolai e il bilancio dei morti sale a 31, più 400 dispersi

In California l’inferno di fuoco e fumo, che minaccia lo Stato da domenica, non accenna ad arrestarsi. I forti venti innescano i nuovi focolai e la calamità naturale si sta trasformando in un disastro ambientale, l’aria è diventata irrespirabile. Inoltre, il bilancio dei morti sale a 31, con 400 dispersi.

L’inferno non si arresta

L’inferno di fuoco che da domenica minaccia lo Stato della California continua. I 22 incendi che, quasi da una settimana, stanno devastando l’area dalla Napa Valley a Sonoma County non si arrestano. Gli epicentri di Mendocino, Marin, Santa Rosa e Calistoga, oltre ovviamente alle due citate precedentemente, sono ormai devastati dal fuoco. Ma, nonostante i venti siano calati negli ultimi giorni, le previsioni meteo suggeriscono una loro ripresa nelle prossime ore. Infatti, se tali venti si intensificheranno creeranno nuovi focolai, alimentando gli incendi nel nord del Paese e distruggendo aree ancora illese. E, come sostenuto anche dal capo dei pompieri Ken Pimplott: “I focolai continuano a rinnovarsi in modo irregolare. Potenzialmente si possono riaccendere in ogni posto e in ogni direzione. Siamo lontani dall’aver risolto questa catastrofe“.


Ma l’inferno non si ferma qui. Esso, inoltre, si estende anche a sud del Golden Gate Bridge dove l’intera baia è minacciata dal fumo per un raggio di oltre 100 km. E, come sostenuto dal responsabile degli Emergency Services della California, Mark Ghilarducci: “Non siamo neppure vicini alla fine dell’emergenza“.

Le misure di emergenza e le vittime

A causa di questo enorme disastro, San Francisco è in ginocchio. I fumi nel Nord della California stanno creando la peggiore qualità dell’aria mai registrata nello Stato. E, per tale motivo si è ricorsi a misure di emergenza per cercare di ripararsi dalla nube tossica. Infatti, le scuole resteranno chiuse in tutta la Bay Area della città, molte persone sono ricoverate presso il pronto soccorso e tante altre indossano mascherine per uscire in strada. Ma, il fumo riesce a penetrare ovunque.

Il bilancio delle vittime, come riferito dal Washington Post, continua ad aumentare: ad ora sono 31 i morti e 400 i dispersi. Le contee più colpite rimangono le stesse, 17 morti a Sonoma, 8 a Mendocino, 4 a Yuba e 2 a Napa. Inoltre, nelle ricerche vengono utilizzati anche i “cadaver dog“. Ma, come dichiarato dallo sceriffo di Sonoma, Rob Giordano: “Abbiamo notizia di 1.100 dispersi. All’incirca 750 dovrebbero essere in salvo, ma di altri 400 circa non sappiamo ancora nulla“. Aggiungendo: “In alcuni casi, troviamo le vittime intatte, facilmente identificabili. In altri troviamo solo cenere e ossa, con difficili identificazioni“.

Disastro ambientale

Come accennato precedentemente, nel Nord della California si sta rilevando la peggiore qualità dell’aria mai registrata nello stato. Infatti, le rilevazioni dell’inquinamento suggeriscono che tale area è, in questi giorni, pari ai livelli di Pechino. Come sostenuto dal responsabile della Bay Area Air Quality Management District, Luca Fasano: “L’inquinamento è paragonabile a quello registrato in Cina nei giorni di grande emergenza“. Dato sconcertante dal momento che, grazie alle normative ecologiche avanzate, questa risulta essere una tra le zone più pulite. Inoltre, le condizioni meteo si stanno dimostrando pessime a causa della siccità e dei venti. Infatti, a causa di ciò il fumo si estende dalla Silicon Valley fino a 200 km più a sud, nel Golfo di Santa Cruz-Monterrey. Gli incendi hanno ormai bruciato una superficie superiore ai 70 mila km quadrati, e la situazione potrebbe peggiorare.

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