Maestro di karate accusato: c'è la settima vittima

Avrebbe usato uno schema fisso con tutte le ragazze che frequentavano la palestra. Ma ora una nuova ragazza denuncia il maestro di karate

Il maestro di karate arrestato nel bresciano deve fare i conti con la denuncia di una nuova vittima, la settima. Ora ha 22 anni, ma ne aveva 16 quando sono cominciate le violenze. Lo ha raccontato proprio lei presentandosi dai carabinieri. Il 43enne, proprietario di una palestra a Lonato del Garda si trova in carcere a Brescia con le accuse di detenzione di materiale pedopornografico, rapporti sessuali con minori, violenza di gruppo e atti sessuali con minori.

Una nuova denuncia

In questura si è presentata una nuova ragazza pronta a denunciare il maestro di karate di 43enne arrestato lo scorso 5 ottobre. Anche lei ha raccontato una storia simile a quella di tutte le altre giovani. Ora è maggiorenne, ma ai tempi dei presunti abusi aveva appena 16 anni. Le violenze si sarebbero consumate lì, in palestra, in quella infermeria descritta anche dalle altre giovani.


I racconti delle ragazze

Secondo il giudice le sette ragazze che si sono presentate per denunciare il maestro di karate hanno presentato racconti “attendibili e riscontrati“. Prima, stando ai racconti, le manipolava a parole: “Ci faceva sentire belle, apprezzate. E con i suoi giri di parole ci costringeva, ogni volta“. E ancora, il Corriere della Sera riporta una delle dichiarazioni delle giovani: “Se non andavo da lui iniziava a chiamarmi, scrivermi, veniva sotto casa. E minacciava addirittura di uccidersi con le corde. No, non l’ho mai raccontato a nessuno: mi vergognavo troppo“. Il racconto più crudo arriverebbe dalla vittima più giovane, quella che aveva 12 anni quando sono cominciati gli abusi: “Dopo un pigiama party mi svegliai nel cuore della notte con le sue mani addosso. Mi confidai con sua moglie che mi disse di non preoccuparmi e minimizzò la cosa“, riporta il Corriere.

Per il gip “Ripeteva sempre lo stesso schema di approccio, approfittando del suo ruolo e della condizione di inferiorità delle minorenni che, inizialmente, non comprendevano la gravità degli abusi nei loro confronti“.

Le accuse

Il 43enne, sposato, ormai si trova in carcere da giorni. A piede libero si trovano ancora tre persone, ma il quadro dipinto dalle giovani presunte vittime si fa sempre più concreto. Durante l’interrogatorio di garanzia di fronte al gip Alessandra Di Fazio, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Così, mentre le ragazze parlano, lui aspetta. L’unico a parlare è stato il suo legale Andrea Zanotti: “Confermo, non ha parlato“. “Stiamo ancora leggendo tutta la mole di prove accusatorie e poi valuteremo il quadro complessivo in modo da dare la giusta dimensione ai fatti“, ha spiegato. Ma mentre le sette ragazze che lo hanno denunciato continuano a parlare, aumenta anche la possibilità che nuove presunte vittime si facciano avanti.

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