Promette alla moglie una serata "speciale", poco dopo uccide a martellate il figlio

Bidhya Sagar Das aveva fumato una canna e poi aveva massacrato Gabriel, un anno, con un martello perché ossessionato dal pensiero che la moglie potesse tradirlo. Lei vive nel terrore che un giorno lui possa essere rilasciato e ucciderla

Ha fumato una canna, per poi dire alla moglie che quella sarebbe stata una serata speciale da trascorrere insieme: ciò che è successo dopo, però. è veramente sconcertante. Bidhya Sagar Das, un 33enne residente nel nord di Londra, mentre la moglie faceva una doccia ha massacrato a martellate il figlio Gabriel, di appena un anno, per poi scappare e tentare di uccidere un’altra bimba: tutto per il delirante dubbio che la moglie lo tradisse con altri uomini nel letto del loro bambino.

Uccide il figlio a martellate e poi aggredisce un’altra bimba

Sembrava una serata come tante altre nella casa di Christinela Datcu e Bidhya Sagar Das a Finsbury Park, nel nord di Londra. Il 18 marzo scorso, marito e moglie si preparavano infatti a passare del tempo insieme tra le mura domestiche. L’uomo, 33 anni, mentre faceva un massaggio ai piedi alla moglie, le aveva promesso che quella sarebbe stata una serata davvero speciale per i due: lei, stranita dall’affermazione, aveva chiesto al marito che cosa volesse dire, ma lui non aveva voluto svelare altro ed era andato a mettere a letto il loro figlioletto, come riporta il Daily Mail.


Christinela subito dopo era poi andata a fare la doccia, interrotta dopo poco dalle urla disperate del figlio Gabriel, che l’avevano fatta precipitare fuori dal bagno. La scena che la donna si è trovata davanti è di quelle difficili da sostenere: il piccolo di un anno gridava in preda al dolore, con il cranio visibilmente fratturato in più punti e coperto di sangue. Del marito nessuna traccia: quando la donna è poi uscita in strada a chiedere aiuto ai vicini, Bidhya era già lontano e stava per colpire ancora, con lo stesso martello con cui aveva massacrato suo figlio, che verrà dichiarato morto poche ore dopo. La seconda vittima dell’uomo, che era sotto effetto di cannabis, sarà una bimba di appena un anno che, però, fortunatamente sopravviverà all’attacco. Il 33enne a quel punto avrebbe abbandonato l’arma del delitto in una strada vicina, per poi darsi alla fuga.

Accecato da una forte gelosia

Bidhya viene poi arrestato a Hackney, nella parte est di Londra, lo scorso 19 marzo. Al momento del fermo, l’uomo avrebbe gridato: “Sabato ho fatto una cosa orrenda, onestamente. Sono dispiaciuto per ciò che ho fatto. In seguito alle indagini che da lì prenderanno il via, si scoprirà che il 33enne, dipendente alla reception di un hotel, era furiosamente geloso della moglie e che avesse già programmato di ucciderla, poiché sospettava che lei dormisse con altri uomini nel letto del loro bambino, come aveva confessato a un tassista della zona il giorno prima della morte di Gabriel: il tassista, Avraam Kyriakou non aveva dato peso ai deliri dell’uomo.

L’omicida, un consumatore regolare di cannabis, era così ossessionato dal pensiero che la moglie potesse tradirlo che una notte, mentre non era a lavoro, si era tolto i lacci delle scarpe e li aveva usati per legare gli indumenti intimi della moglie ai suoi, cosicché lei non potesse alzarsi dal letto senza che lui lo scoprisse, come dichiarato da Zoe Johnson, avvocato dell’accusa che si occupa del caso. Bidhya pensava che la moglie nascondesse altri uomini nel loro appartamento, convinzione che lo aveva portato più volte ad assalire Christinela, accusandola di presunti tradimenti.

La moglie ha paura che un giorno l’uomo potrebbe tornare per ucciderla

La vita della donna, da quel giorno, è irrimediabilmente cambiata: “Per me è impossibile trovare le parole per esprimere ciò che è accaduto il 18 marzo. La mia vita è cambiata in modo irreversibile da allora e dovrò vivere con il dolore per il resto della mia vita. Quando ho seppellito Gabriel ho realizzato in un attimo che l’avevo perso per sempre. Sono spaventata, vivo con il pensiero che se mio marito sarà di nuovo libero verrà a finire ciò che ha iniziato, uccidendo me e l’altra bambina”.

L’uomo, intanto, è stato accusato di omicidio e tentato omicidio per i fatti di quella terribile notte: il 33enne si è dichiarato colpevole dell’accusa di omicidio e ora potrebbe essere indirizzato a un centro di igiene mentale e venir rilasciato in futuro, sebbene con strette condizioni affinché ciò accada. La corte si chiede come potrebbe essere possibile monitorarlo a seguito di un suo eventuale rilascio. Il legale della difesa, Colin Aylott, ha affermato che l’uomo non ha ancora accettato di soffrire di un problema mentale e che mandarlo in carcere dopo la condanna potrebbe essere un grave errore, perché l’omicida non sarebbe in grado di prendere le sue medicine e potrebbe tornare a essere violento.

 

 

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