"Perdutamente" - un capolavoro di Flavio Pagano, scrittore e giornalista napoletano

"Il vero tormento del destino non è nei luoghi di passaggio, ma nel rimanere immobili. Non c'è ragione di temere il cambiamento. Il cambiamento è vita. E tutto ciò che…

“Il vero tormento del destino non è nei luoghi di passaggio, ma nel rimanere immobili. Non c’è ragione di temere il cambiamento. Il cambiamento è vita. E tutto ciò che occorre, a volte, è solo l’umile coraggio di compiere il piccolo, magico gesto di tacere. Restare in silenzio. Quel silenzio che èl’unica possibilità di sopravvivere, quando sentiamo sfuggirci il senso della nostra esistenza, ma non vogliamo rinunciare all’ottimismo di pensare che in fondo, nel divenire di tutte le cose, noi restiamo noi; e che è proprio quel silenzio a renderci padroni del nostro destino, dei nostri sogni, della nostra voglia di vivere, e ci libera dal timore di perderci nell’immensità che si nasconde in ogni incontro. E in ogni addio”.

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Un passaggio sublime tratto da ‘Perdutamente’, l’ultimo meraviglioso capolavoro dello scrittore e giornalista napoletano Flavio Pagano, autore dotato di quella rarissima capacità di coinvolgere il lettore tenendolo incollato alle sue parole fino all’ultima che, quando arriva, lascia l’amaro in bocca come al surfista che vede affievolire sotto di sè l’onda alta tra le cui pieghe ha domato il mare. Un tappeto volante tra realtà, nuda e cruda, e tanta capacità di analisi leggera che, sfiorando, lascia solchi profondissimi.

‘Perdutamente’ è una storia vera: una malattia terribile e comune sconvolge la vita di una famiglia napoletana.

Cosa fare quando la persona che ci è più cara si ammala, lottare fino all’ultimo, sognare addirittura di sconfiggere la malattia, o accettare che il distacco è un destino ineluttabile, e che la vita continua? Perdutamente è un romanzo basato su una storia vera che si svolge in una Napoli convulsa e surreale, un inquietante modello di degenerazione metropolitana. È la storia di una famiglia – tanto allargata quanto scombinata – che si trova ad affrontare una delle emergenze più frequenti della vita di oggi: assistere l’anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer. Tutto comincia con un viaggio che la donna ha cercato di intraprendere in segreto. Viene recuperata alla stazione, in stato confusionale, e nessuno riesce a capire dove volesse andare o da chi. È un piccolo enigma, reso più oscuro da una misteriosa lettera-testamento scomparsa, sul quale si favoleggia: vecchi amanti, luoghi sacri del passato… La malattia si aggrava, la convivenza con la donna – che dentro la sua mente è tornata bambina ai tempi del fascismo – si fa ingestibile, ma i suoi stravaganti familiari vogliono scoprire la destinazione di quel viaggio, e decidono di resistere. È l’occasione per un confronto struggente, eppure dai risvolti esilaranti, che penetra nei lati più riposti del rapporto tra genitori e figli. Ma i figli di oggi, sono davvero capaci di essere genitori o sono “figli per sempre”? Tra latitanza e inefficienza dello Stato, mentre si consuma una delirante battaglia burocratica per ottenere la pensione d’invalidità, la famiglia riscopre il proprio senso. Figli e nipoti si trasformano in “badanti estremi”, pronti a creare intorno all’anziana donna un’incredibile messinscena per realizzare il suo sogno di incontrare San Gennaro. Finché la lettera che lei aveva scritto prima di tentare invano di partire spunta fuori. Una lettera che svela tutta l’immensità dell’amore di una madre per i propri figli, e li spinge più che mai a rimanere in trincea fino all’ultimo, perdutamente accanto a lei.

di Luca Cirillo