immigrazione

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“Ci rubano il lavoro”, “portano malattie”, “danneggiano il popolo italiano” e via discorrendo. Pare proprio che negli ultimi tempi l’Italia, definita da Dante parecchi secoli fa come Il bel paese là dove ‘l “sì” sona, non sia poi tanto disposta a dire il fantomatico “sì” all’immigrazione.

Colpa di Salvini, Casapound, Grillo, o i media? Magari un po’ tutto insieme. Sta di fatto che le affermazioni dei nostri politici contro gli stranieri in Italia si sono decisamente triplicate, così come quelle di molti notiziari che li additano come portatori di Ebola e di ogni male. Insomma, pare che ci sia la necessità di cercare un capro espiatorio per i problemi della penisola Italica; e chi è più facile colpire se non le minoranze?

Esattamente, perché è di minoranze che si parla. Basta leggere alcuni dati statistici per capire che L’Italia non è vittima di un’ “invasione”, come molti credono. Ecco qui le più grandi fandonie sull’immigrazione:

 

1) “Vengono tutti qui in Italia”: Sbagliato. Gli stranieri in Italia ammontano attualmente a circa 5 milioni e mezzo, ovvero soltanto l’8% della popolazione, e solo 300 mila di questi sono irregolari. Il paese che conta più arrivi di immgiranti è invece il Regno Unito, con ben 560,000 arrivi ogni anno. La Germania è il paese dell’UE che conta il maggior numero di residenti stranieri, 7,4 milioni. Segue poi la Spagna e infine l’Italia.

 

2) “Gli diamo da vivere con i nostri soldi”: In realtà, gli stranieri contribuiscono alla crescita del Pil italiano dell’11%, mentre lo Stato per loro spende solo il 3% delle spese destinate alla società. Per di più, sono quasi loro a pagare le pensioni: la media dei lavoratori stranieri è di 31 anni, quella degli italiani di 44. Ciò significa che bisognerà aspettare il 2025 per avere 1 pensionato su 25 straniero, mentre già ad oggi i pensionati italiani ammontano ad 1 su 3. I contribuiti versati dagli stranieri, circa 9 miliardi, servono quindi a pagare le pensioni degli italiani.

 

3) “Ci rubano il lavoro”: “La crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”, afferma la Banca d’Italia. Anzi, il lavoro straniero ha colmato quello che altrimenti sarebbe stato un grande vuoto dovuto all’abbassamento demografico. Ad esempio, in Veneto tra il 2004 e il 2008 ci sono stati 65,000 nuovi assunti l’anno, 43,000 di questi giovani italiani e 22,000 stranieri. Nel periodo in cui questi sono nati, ovvero presumibilmente dal 1979 al 1983, la natalità è stata circa di 43,000 persone. Ciò significa che gli immigrati non hanno “rubato” nessun posto di lavoro, dato che senza di essi quei posti sarebbero rimasti comunque vuoti.

 

4) “Non rispettano le regole”: Dati Istat confermano che dal 1998 al 2008 l’immigrazione in Italia è aumentata del 246%. Ciò che però è rimasto invariato è il numero di reati e il tasso di criminalità. Se davvero gli immigrati non rispettassero le regole, oggi ci si dovrebbe trovare con circa il 200% in più di crimini.

 

5) “Portano l’Ebola”: L’Africa è una nazione enorme in cui l’Ebola è diffusa solo in pochissime zone, vale a dire la Liberia e la Sierra Leone. Gli immigrati che arrivano in Italia provengono tutti da Libia, Eritrea, Egitto e Somalia. Inoltre, l’Ebola esiste dal 1976 e nessun caso si è mai verificato in Italia, senza contare che quasi tutti i recenti casi di Ebola in Europa riguardavano persone che avevano visitato alcune zone a rischio dell’Africa, quindi nessuno straniero ha portato la malattia in Europa. Per di più basti pensare che i sintomi dell’Ebola si manifestano dopo 3 giorni dal contagio, mentre un migrante per arrivare in Italia impiega 7 giorni, motivo per cui se fosse malato sarebbe fin troppo evidente per poter passare i controlli.

 

6) “Aiutiamoli a casa loro”: Questo non diminuisce i costi, e i nostri Governi inoltre hanno già lavorato per distruggere questa possibilità, dato che dal 2011 c’è stato un taglio del 45% ai fondi destinati alla cooperazione per lo sviluppo, stanziando la cifra a 179 milioni di euro, ovvero la più bassa d’Europa, lo 0,2% del nostro Pil. Nel 2013 il Servizio Civile ha reso disponibili 16.373 posti di cui solo 502 all’estero.

 

7) “Sono avvantaggiati nelle graduatorie per una casa”: Tra i criteri di assegnazione delle case popolari non si tiene conto della nazionalità. I criteri riguardano il reddito familiare legato al numero dei componenti della famiglia, l’età e le eventuali disabilità. La stragrande maggioranza degli immigrati in Italia è giovane, in buona salute e senza alcun nucleo familiare dato che mogli, figli e parenti restano al loro paese natale. Le statistiche confermano: nel 2009 a Torino il 45% dei richiedenti era straniero, solo il 10% di essi ha avuto una casa. Nel comune di Genova, su 185 abitazioni messe a disposizione, solo 9 sono andate ad immigrati, a Monza su 100 assegnazioni solo 22 agli stranieri e a Bologna su 12.458, solo 1.122 agli stranieri

 

8) “Prova a costruire una chiesa in un paese islamico”: Affermazione che va molto di moda ultimamente, di cui ovviamente non si riesce ancora a comprendere il motivo: se gli altri si comportassero da incivili, sarebbe giusto fare altrettanto? Ma comunque, dati alla mano, anche questa affermazione risulta falsa e gli altri popoli non sono per niente incivili su quest’aspetto: in Marocco i cattolici sono meno dello 0,1% della popolazione eppure ci sono 3 cattedrali e 78 chiese. Si contano 32 cattedrali in Indonesia, 1 cattedrale in Tunisia, 7 cattedrali in Senegal, 5 cattedrali in Egitto, 4 cattedrali e 2 basiliche in Turchia, 4 cattedrali in Bosnia, 1 cattedrale negli Emirati Arabi Uniti, 3 monasteri in Siria, 7 cattedrali in Pakistan e così via.

 

9) “I musulmani e la loro religione ci stanno invadendo”: Al primo posto degli stranieri in Italia ci sono i rumeni (600 mila) e sono ortodossi  non praticanti per la maggior parte. Seguono i marocchini, circa 500 mila, quasi tutti musulmani e poi i cinesi, 200 mila che sono in gran parte atei o buddisti. Quindi, in Italia la maggior parte degli abitanti è cristiana o atea, e una piccola parte musulmana.