Domande

Un recente studio del SUNY Downstate Medical Center, pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neuroscience, ha individuato l’ attività cerebrale con l’utilizzo della colina, una sostanza nutriente che si trova nella sostanza bianca sottocorticale del cervello.La ricerca avrebbe infatti scoperto un  legame tra l’intelligenza e l’ansia.  Questo fa pensare che l’intelligenza sia evoluta proprio insieme allo stato di preoccupazione.                                             Mal di testa

I 126 giovani sono stati sottoposti a test di intelligenza, e a diversi questionari e prove che ne tracciavano i livelli di ansia, depressione, timidezza, paura, si tratta di comportamenti che scatenano una iper attivazione delle facoltà cognitive e spesso portano chi ne soffre a provare sentimenti negativi. È evidente comunque che una costante ansia non faccia bene alla salute. Proprio recentemente alcuni ricercatori hanno evidenziato le negatività di questo stato di costante tensione in alcuni soggetti, riuscendo ad individuare nei soggetti con un lavoro precario proprio questi stati d’animo in maniera più importante. Gli studiosi australiani dell’Università di Camberra, hanno evidenziato che i test mostravano una variazione positiva di tre punti nel passaggio da una condizione di disoccupazione ad un buon impiego, mentre si scendeva di sei punti se il lavoro risultava poco appagante.

 I risultati degli studiosi sono stati chiari: al salire di preoccupazioni e ruminazione, aumentavano però anche i livelli e i risultati nei test di intelligenza verbale. Lo stesso legame è stato collegato anche alla depressione: chi mostrava segni  di tale patologia psicologica, aveva ancora una volta ottimi risultati nei test intellettivi legati alla lingua.