Angela Giordano, educatrice a contratto nella casa circondariale di Lorusso e Cotugno di Torino, è stata licenziata dal suo impiego, per aver indossato sul lavoro una maglietta No TAV. La storia è raccontata su Repubblica da Jacopo Ricca.

magliettaNoTAV

La ragazza collaborava con l’associazione Morgana, che gestisce i rapporti fra i detenuti tossicodipendenti e il Sert. Il rapporto di lavoro è stato interrotto, a causa di una restrizione del permesso di accesso all’interno del carcere decisa dal direttore Domenico Minervini, provvisoria dal 17 settembre, ma definitiva dal 30. La spiegazione si riferisce a “Motivi di sicurezza“, ossia aver indossato quest’estate la maglia No TAV (“Non è un abbigliamento consono, può essere visto come una provocazione“), essersi intrattenuta amichevolmente con alcuni anarchici, aver partecipato a un presidio per la liberazione di alcuni incarcerati e aver pubblicato su Facebook fotografie di insurrezionalisti.

Il legale della ragazza, Roberto Lamacchia, afferma che una cosa simile non era mai accaduta e che nei prossimi giorni si cercherà di ottenere una revoca. Angela, che afferma di essere solo simpatizzante del movimento No TAV, racconta di aver accompagnato un’amica al presidio e nega gli altri episodi.

Il direttore del carcere Minervini invece parla di “decisione sulla correttezza” presa valutando il comportamento della donna e afferma che le motivazioni della decisione sono nero su bianco.

L’associazione Antigone reclama “più chiarezza e un contraddittorio su queste decisioni“. Giovanni Torrente del direttivo del gruppo che tutela i diritti dei detenuti afferma che “A monte c’è la questione che l’amministrazione penitenziaria ha un potere quasi feudale e con le esigenze di sicurezza giustifica qualsiasi scelta. Questo dovrebbe cambiare”.