Sono in totale dieci le persone coinvolte nel raggiro da 2,5 milioni di euro ai danni di Aurelia Sordi, sorella del celebre Alberto ed unica erede del suo patrimonio. Aurelia era venuta a mancare nella notte tra l’11 e il 12 ottobre dello scorso anno.

aurelia sordi
Fino a prima della scomparsa  dell’anziana donna il patrimonio, lasciatole in eredità dal fratello, era affidato alle “cure” di alcuni consulenti. I quali, a quanto pare, non si sono fatti sfuggire l’occasione di mettere le mani su una fortuna piuttosto consistente. Approfittando della buona fede e delle condizioni della Signorina Sordi.


Saranno in dieci tra professionisti e dipendenti a dover rispondere davanti al giudice con l’accusa di aver raggirato una persona non più nel pieno delle sue facoltà. Il processo, sollecitato dal pm Eugenio Albamonte e disposto dal giudice per le indagini preliminari, Costantino de Robbio, comincerà il prossimo 17 febbraio.
Sono, quindi, imputati per circonvenzione di incapace gli avvocati Carlo Farina e Francesca Piccolella – recentemente assolta dal capo d’accusa di patrocinio infedele – ed il notaio Gabriele Sciumbata. Loro, insieme ad Arturo Artaldi, autista e factotum della famiglia Sordi, sarebbero responsabili della delega firmata a quest’ultimo da Aurelia in relazione all’amministrazione dei suoi conti correnti.


Saranno chiamati, poi, a giudizio anche altri sei dipendenti tra i quali una badante, una cuoca, un giardiniere, due camerieri ed una governante. Erano loro i destinatari di donazioni provenienti dal patrimonio di Alberto Sordi per un valore complessivo di 2,5 milioni, ovvero il 20% del patrimonio complessivo che Aurelia ereditò dal fratello. Questa ricchezza ora si trova nelle casse della Fondazione Casa Museo Alberto.