Il padre fondatore dell’omeopatia è il medico tedesco Samuel Hahnemann, autore del testo di riferimento della materia omeopatica “Organon of medical art”. L’omeopatia ha dunque 200 anni di vita.
Per capire cos’è esattamente l’omeopatia si può partire dall’origine del nome: esso deriva dal greco “omòios” (simile) e “pathos” (malattia). In esso vi è dunque il principio fondante dell’approccio omeopatico “similia similibus curantur” (“il simile viene curato con il simile”).
In base a tale principio, il farmaco omeopatico somministrato in un individuo sano provoca gli stessi sintomi che si vogliono curare in un individuo malato.

Per curare un soggetto malato, dunque, occorre trovare un rimedio che riproduca i sintomi quanto più simili in un soggetto sano. Ma funziona davvero?

Pochi giorni fa è stata pubblicata l’analisi di quasi duemila studi sugli effetti all’omeopatia.  Il Nhmrc, ente sanitario governativo australiano, ha selezionato gli studi in base alle loro caratteristiche  ed ha tratto la sua conclusione: l’omeopatia, scientificamente, non è efficace in nessuna delle tante malattie analizzate (dall’allergia all’asma ed al dolore).

 

omeopatia

 

La stessa conclusione del Nhmrc è già stata raggiunta da tanti altri studi scientifici.

 Basti pensare che il consumo di omeopatici è sempre più in calo, chiudono storici ospedali omeopatici (in Inghilterra ad esempio dove erano un’istituzione) ed aumentano le denunce di massa di consumatori che si sono resi conto di aver speso soldi convinti di comprare un farmaco con un principio attivo quando invece in quel prodotto non c’era nulla e le aziende li risarciscono.

Tutto questo ha, naturalmente, innervosito gli omeopati.

Come dice la dott.ssa Bernardini, presidente di una società di omeopatia, quando, irritata dai risultati del documento australiano, sostiene: “È incredibile che siano stati presi, non so con quale criterio, 225 studi su migliaia di lavori scientifici che documentano quanto siano efficaci i medicinali omeopatici per diverse patologie

Ma per chiudere definitivamente la diatriba forse basterebbe ricordare agli omeopati le parole di Anthony Campbell, omeopata in pensione del Royal London Homeopathic Hospital,  “La mia opinione personale sull’omeopatia è che, c’è prova solo di un piccolo effetto e quando un effetto è così piccolo potrebbe anche non esistere […] l’omeopatia può essere forse considerata più come una forma di psicoterapia“.