Fabrizio Corona, il Re dei Paparazzi sorto agli onori della cronaca nel 2007 per il coinvolgimento nell’indagine di Vallettopoli e da allora famoso per le sbandate, i flirt avventurosi e il carattere indomabile, si è auto definito un uomo nuovo.

Corona ha avuto recentemente occasione di dichiarare la sua metamorfosi da lupo a pecorella davanti ai giudici di Sorveglianza preposti per confermare o meno il suo affidamento ai servizi sociali: nel Giugno di quest’anno infatti il Giudice di Milano aveva sospeso la sua pena per affidarlo alla comunità Exodus di Don Mazzi.

L’affidamento ai servizi sociali era stato richiesto dalla difesa a causa delle condizioni di salute di Corona che, negli ultimi tempi, aveva sviluppato una preoccupante depressione ed un conseguente deperimento fisico. Oltre alla difesa erano intervenuti la famiglia e molti vip del mondo dello spettacolo che chiedevano al Presidente della Repubblica la grazia per il Re dei Paparazzi.

Pare che i servizi sociali abbiano avuto grande importanza ed un ruolo determinante nella metamorfosi del vip: egli stesso valuta l’esperienza fatta fondamentale dicendo ai giudici  “Mi è stata data un’opportunità e vi ringrazio molto, datemene un’altra, sono un uomo nuovo e ve lo dimostrerò, fidatevi di me“.

Lele Mora, a sinistra, fu coinvolto insieme a Corona nell'ambito del processo Vallettopoli

Lele Mora, a sinistra, fu coinvolto insieme a Corona nell’ambito del processo Vallettopoli

Le richieste di prolungamento dei servizi sociali sono state raccolte dal Pg Antonio Lamanna, che ha dato il suo assenso alla continuazione della pratica.

Pur tenendo conto delle manifestazioni di odio e protesta nei confronti della sua figura che in passato hanno toccato da vicino Fabrizio Corona ( tra il 2009 ed il 2010 il pubblico si era espresso in proteste e insulti davanti ad alcune sue esibizioni su palchi locali), quest’ultimo ha ancora un numero discreto di fan.

I suoi ammiratori erano infatti presenti all’udienza a porte chiuse e, prima del suo ingresso in Tribunale, per salutarlo e assisterlo nei momenti precedenti all’incontro con i giudici.