Pare che su GOOP, sito di Gwyneth Paltrow – attrice dalle tendenze salutiste e dedita alla cura del corpo – sia comparso un articolo estremamente allarmante che ha messo la superstar nei guai.

L’articolo riprendeva la teoria del medico Habib Sadeghi che a sua volta si è ispirato alle ipotesi di Sydney Ross Singer e Soma Grismaijer, autori del libro “Dressed to Kill: The Link Between Breast Cancer and Bras”. La teoria in questione si baserebbe sull’idea che il reggiseno sia un indumento che nuoce alla salute delle donne al punto tale da provocare il cancro al seno.

Come? Immagazzinando, sostiene Sadeghi, le radiazioni wireless all’interno dei suoi tessuti. Inoltre, sostiene il guru olistico, la forma costrittiva del reggiseno impedirebbe il drenaggio linfatico portando così a una sedimentazione delle sostanze tossiche nella zona mammaria.

Il Dr. Sadeghi durante un intervento alla conferenza TED

Il Dr. Sadeghi durante un intervento alla conferenza TED

Tali teorie, illustrate per la prima volta nel libro sopra citato e mai confermate da esperimenti e ricerche scientifiche, propongono una visione allarmistica e terrorizzante dell’uso di un indumento diffuso e quotidiano, del quale si dice inoltre nell’articolo che si rivela estremamente nocivo se indossato per più di 12 ore.

La comunità medica si è scagliata contro le parole di Sadeghi denunciando l’incompetenza del guru e anche la leggerezza con la quale la Paltrow ha permesso che teorie tanto pericolose quanto infondate fossero pubblicate in GOOP.

Tale è stato il risalto mediatico di tale intervento sul sito dell’attrice che l’American Cancer Society ha deciso di intervenire con una dichiarazione sull’ Huffington Post: “Non esiste alcuna prova scientificamente attendibile che confermi che indossare il reggiseno possa in qualche modo causare il tumore al seno“.

Dal canto suo i responsabili del sito hanno voluto chiarire tramite il Daily Mail che una postilla alla fine dell’articolo chiarisce che la Paltrow prende le distanze da quanto contenuto nelle teorie e opinioni pubblicate dal sito, che voglio essere semplicemente ” condivise per stimolare la discussione fra i lettori”.