Al Museion di Bolzano uno sfortunato equivoco ha mandato a rotoli una preziosa installazione di arte contemporanea: si tratta di “Dove andiamo a ballare stasera?” delle artiste Goldschmied & Chiari. L’opera, che voleva essere simbolo della crisi della politica anni ’80 sincretizzata dalla Guida alle discoteche del Ministro De Michelis, era costituita da rifiuti. Nello specifico: bottiglie vuote, cartacce, mozziconi di sigaretta, persino vestiti sporchi.

Una fatale combinazione vuole che il Museion abbia dato una festa e che, subito dopo, abbia incaricato l’impresa di pulizie di pulire il foyer. Chiaramente c’è stato un equivoco su che cosa fosse il foyer , perché gli addetti hanno diligentemente provveduto a recarsi dove vi erano tutti quei rifiuti per terra, per levarli e pulire il pavimento.

Nel farlo hanno anche provveduto a dividere il tutto nella raccolta differenziata. Quando i responsabili del Museion hanno appurato il danno sono riusciti comunque a mantenere la calma: ma niente paura, l’opera è recuperabile. La raccolta differenziata delle addette alle pulizie sarà rimessa a posto e tornerà ad essere un’opera d’arte: nell’attesa in Museion ha comunicato il tragicomico accaduto sui social.

cartello Bolzano

Il cartello affisso al posto dell’opera

Come menzionato su Twitter dalla direttrice del Museion, Letizia Ragaglia, non è la prima volta che un’opera d’arte contemporanea venga scambiata per spazzatura o oggetto qualunque: era accaduto con la vasca incerottata di Joseph Beuys, che venne ripulita dai cerotti. O la porta di legno di Marcel Duchamp, alla quale si pensò di dare una rinfrescata con una mano di tintura. Più vicino nel tempo, ricordiamo il caso delle opere d’arte buttate (si trattava di cartoni abbandonati sul pavimento e biscotti) a Bari nel Gennaio 2014: in quell’occasione finirono nella discarica opere del valore di 10-12 mila euro.

Nel caso di Bolzano, poco il danno: i “rifiuti” verranno riassemblati, e l’unico disagio sarà dover far attendere il pubblico, come si può leggere nel cartello subito affisso davanti alla sala che conteneva l’opera.