Ci suono luoghi al mondo in cui la legge vieta di morire. Una delle ragioni fondamentali per cui morire non è consentito, è l’esigua quantità di loculi e tombe, dunque di spazio necessario all’eterno riposo. Ma le motivazioni possono anche variare in ragione di fattori climatici, come a Longyearbyen, in Norvegia, dove le temperature quasi glaciali impediscono ai corpi di decomporsi. Attualmente nel mondo sono 10 i luoghi in cui è in vigore il divieto di morire:

1. Sellia (Catanzaro), Italia

morire

Vista l’anzianità della popolazione (il 60% dei già pochi 500 abitanti è sopra i 65 anni), il sindaco ha emanato un’ordinanza in cui non solo vieta ai cittadini di morire, ma li invita attraverso incentivi a prendersi cura della loro salute.

2. Sarpourenx, Francia

morire

In seguito alla decisione di un tribunale che ha vietato al sindaco di ampliare il cimitero del paesino situato nel Sud della Francia, il primo cittadino ha così deciso di decretare il divieto di morte all’interno del territorio. E per chi proprio non dovesse riuscire a vincere la morte sono altresì previste sanzioni.

3. Falciano del Massico (Caserta), Italia

morire

In provincia di Caserta, il paesino è sprovvisto di cimitero dal 1964.

Per questo, in mancanza di un luogo in cui i 4 mila abitanti del posto possano un giorno riposare, il sindaco Giulio Cesare Fava ha deciso di vietare la morte: “È un’ordinanza un po’ provocatoria, ma l’ho dovuta fare per sensibilizzare gli organi competenti“. Questo perché, nonostante in principio un cimitero in realtà c’era, ora a causa di cambiamenti amministrativi appartiene al comune di Carinola, ed è tuttavia già pieno.

4. Cugnaux, Francia

morire

Vista l’indisponibilità di loculi e tombe nei due cimiteri esistenti, il sindaco del paesino vicino Tolosa ha vietato ai residenti di morire, imponendogli di esalare l’ultimo respiro altrove.

Fino al 2007 l’unico terreno utile alla costruzione di un terzo cimitero si trovava vicino ad una caserma e vi era il divieto di costruire. Ma dopo l’ordinanza, il ministero della Difesa ha finalmente acconsentito a cederlo al Comune.

5. Biritiba Mirim, Brasile

morire

Il cimitero di questo paese agricolo nella periferia di San Paolo è già saturo. Non lo si può ampliare né ricorrere alla cremazione.

Così, il sindaco ha imposto il divieto di morire ai suoi cittadini, obbligati dal 2005 a prendersi cura della propria salute. “I cittadini dovranno prendersi cura della propria salute, allo scopo di non morire. Altrimenti saranno sanzionati“, prescrive l’ordinanza.

6. Le Lavandou, Francia

morire

Dal 2000 è vietato morire. Si tratta di un’ordinanza emanata dall’allora sindaco in seguito alla sentenza di un tribunale che vietava la costruzione di un nuovo cimitero per “non rovinare la bellezza del posto“.

7. Lanjaròn, Spagna

morire

Nel piccolo paesino andaluso di 4mila abitanti la morte è vietata dal 1999. Anche in questo caso si tratta di una decisione assunta dal primo cittadino di allora in risposta ai ritardi accumulati dal governo nell’ampliare il cimitero. Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati.

8. Longyearbyen (isole Svalbard), Norvegia

morire

All’interno della cittadina non si può morire da 70 anni. Fin dagli anni della pandemia che si abbatté sul paese tra il 1917 ed il 1920. Tutto accadde quando a 13 anni dall’epidemia le autorità si accorsero che i corpi delle vittime non si erano ancora decomposti e temettero per le sorti del paese. Ciò avvenne a cause delle rigide temperature, ma le autorità preoccupate che potesse esserci una nuova ondata pandemica (che di fatto non c’è mai stata) decisero di chiudere il cimitero nel 1930, impedendo qualsiasi sepoltura a partire dal 1950. Non essendoci nemmeno una casa di cura per anziani, in caso di malore il paziente è trasportato dalle autorità locali al nosocomio più vicino, distante circa due ore.

9. Isola di Itsukushima/Miyajima, Giappone

morire

Nell’isola è vietato morire dal 1878 in virtù di una credenza shintoista che, affermando la sacralità del luogo, vieta di nascere e perire sull’isola. Donne incinte o malati gravi devono dunque lasciare l’isola prima che avvenga il parto o sopraggiunga la morte. Sul territorio non vi sono né cliniche neonatali né cimiteri.

10. Isola di Delos, Grecia

morire

Da quando nel 426 a.C. gli Ateniesi aprirono le tombe per trasportare tutte le ossa dei defunti nell’isola di Renea, il luogo diventò sacro. Da allora non vi si poté né nascere né morire, fino al 422 a.C. quando gli Ateniesi esiliarono tutta la popolazione locale.