Il 17 ottobre è stata la giornata mondiale dedicata alla depressione. Il tema pensato  quest’anno  per il dibattito “La depressione della porta accanto”.

In effetti la  depressione è una malattia diffusa in tutto il mondo e in costante aumento. Per il suo impatto sociale, per l’eco anche mediatica che suscita, “la depressione – spiegano gli psicologi- sembra un po’ il sintomo della nostra epoca, quello che meglio la caratterizza”.

Secondo i dati a disposizione  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2001 la depressione si collocava al quarto posto fra le malattie causa di invalidità.

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Adesso entro il 2020 si stima una previsione poco positiva, per cui la diagnosi di  depressione raggiungerà il secondo posto tra malattie più diffuse, dopo quelle di tipo cardiovascolare. Una ricerca realizzata presso il Massachusetts General Hospital di Boston da James Stahl e pubblicata sulla rivista Plos One, mette in luce come imparare a rilassarsi sia un modo utile per avere  buona salute, ma anche per allontanare disturbi seri come la depressione.

Stahl ha confrontato i dati di migliaia di individui, con età e problematiche simili: alcuni di loro hanno praticato per un anno tecniche di rilassamento, mentre altri hanno utilizzato cure mediche senza l’aggiunta di tecniche di rilassamento.

Durante l’anno seguente i primi del gruppo analizzato hanno avuto bisogno di servizi sanitari con una frequenza del 43% inferiore rispetto all’anno prima. Invece, gli individui del gruppo di controllo hanno incrementato il ricorso agli stessi servizi. L’ipotesi dei ricercatori è che le tecniche di rilassamento possano ridurre disturbi importanti come ipertensione, ansia depressione.

In Italia, Centro Salute Mentale di Trento collabora da anni con l’associazione “Eda Italia Onlus” alla realizzazione in Trentino della “Giornata Europea sulla Depressione“.

La giornata nasce con l’obiettivo di dare le giuste  informazioni alla popolazione sulla malattia depressiva e sui disturbi dell’umore.