Si può commettere adulterio: lo dice la Bibbia.

Non è uno scherzo, ma un refuso: nello specifico un errore di tipografia che nel 1631 portò alla pubblicazione e diffusione di 1000 copie di un’edizione della Bibbia che conteneva per errore la frase “commettere adulterio” in sostituzione della celeberrima e più esatta “non commettere atti impuri“. Un errore non da poco che andava sfortunatamente a rivoluzionare il significato di uno dei più delicati dei dieci comandamenti e lo faceva in un clima religiosamente difficile (si ricordi il conflitto tra anglicani e puritani che proprio in quegli anni Carlo I si ritrovava a dover affrontare).

Bibbia

L’errore a suo tempo fece imbestialire Re Carlo I e la Chiesa Anglicana: le copie vennero ritirate e messe al rogo e i responsabili dell’errore furono gravemente puniti. Robert Baker, uno dei tipografi reali, dovette pagare una salatissima multa e passo il resto della sua vita in prigione, dove morì. Vi sono varie supposizioni su come si sia potuto compiere tale errore: si trattò di sbadataggine innocente oppure, come sostiene qualcuno, si volle fare un danno ai due tipografi reali?

distrazione o complotto? Fatto sta che George Abbott, Arcivescovo di Canterbury nel periodo dei fatti descritti, si lanciò furiosamente in un attacco dei due e dell’accaduto stesso e portò i due artigiani di corte ad un destino di sventura e miseria.

L’epilogo tragico di tale refuso non ebbe però gli esiti che Re Carlo avrebbe desiderato: un numero esiguo di copie si salvarono dal fuoco e una di queste è arrivata a noi. Per chi volesse possederla, si sappia che l’11 Novembre verrà messa all’asta a Bonhams, Londra, alla modica cifra di 15.000 sterline.