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Erano gli anni ’80 quando iniziò la “rivoluzione hot” con l’avvento del VHS e delle hot line. Tutti poterono dar sfogo alle proprie pulsioni e fantasie più nascoste nell’intimo della propria abitazione, e tutto grazie a Richard Nixon.

Fu proprio il 37esimo Presidente degli Stati Uniti ad iniziare un campagna contro i film hot due anni prima che scoppiasse lo scandalo Watergate, per poi ordinare la chiusura di tutte le sale cinematografiche del Paese che aderirono alla proiezione di “Gola Profonda“, il primo film dell’industria hard core.

Ma il pubblico, invece, decise di violare le regole precipitandosi in massa al cinema per vedere quello che il “New York Times” definì un “porno chic” e consacrò al mondo dell’hard Linda Lovelace.

D’altronde si potrebbe dire che l’universo del sesso ha da sempre segnato l’evoluzione umana, basti pensare ai primi disegni “erotici” sulle pareti delle caverne, all’antico testo del Kamasutra ed anche alle tante raffigurazioni di epoca romana. Tuttavia, soltanto a partire dal XX secolo, che il genere si è trasformato in un fenomeno di massa.

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Fu così che la diatriba su “Gola Profonda” si trasferì nell’aula della Corte Suprema americana, che procedette alla stesura del cosiddetto “Miller Test“.

Fu stabilito che occorreva garantire libertà d’espressione a tutti i contenuti ritenuti accettabili dall’individuo medio, perciò non si poteva censurare ciò che soltanto un soggetto riteneva scandaloso se si era in grado di dimostrare quanto lo stesso fosse tollerato da tutti gli altri. Una decisione che spianò definitivamente la strada all’industria del cinema a luci rosse.

Poi negli anni ’80 si diffuse il virus dell’AIDS e il sesso si trasferì al telefono con le hot line e da lì nelle case degli appassionati con l’avvento del VHS.

La possibilità di poter soddisfare le proprie più sfrenate pulsioni determinò la nascita del porno fetish. Alla fine degli anni’90, invece, l’avvento di Internet rese accessibili i contenuti hard alla massa in modo gratuito , fino ad arrivare al porno “fai-da-te” realizzato da amatori armati di videocamera, il cosiddetto “gonz porn” fonte di ricchezza soprattutto per i siti web ed i portali online.