Il cervello è oggetto di studi da tempo immemore: l’interesse sui misteri che lo circondano è da sempre vivo. Ma molti dei “miti” che reputiamo veri sul nostro cervello, in realtà sono credenze errate.

Il più famoso luogo comune sul cervello sta nell’idea che utilizzeremmo soltanto il 10% delle potenzialità dell’organo. Tale mito sul cervello potrebbe essersi instaurato a seguito delle teorie dello psicologo William James, all’inizio del secolo scorso. Si tratta però di una teoria sbagliata, poiché le scansioni cerebrali che mostrano le  zone più attive in base all’operazione che l’organo svolge, evidenziano che non ci sono altre aree inattive.

Ulteriore dimostrazione risiede nel fatto che qualsiasi danno cerebrale ha conseguenze gravi sull’intera persona.

Un altro falso mito è lesistenza di un lato creativo e di uno razionale, corrispondenti rispettivamente all’emisfero destro e sinistro, i quali andrebbero a formare una personalità specifica. Questa teoria, usata però nel marketing e in pubblicità, è stata smentita: i due emisferi hanno realmente funzioni diverse, ma non esiste alcuna identificazione con un tipo di personalità “creativa” o “razionale” che caratterizzi la persona.

cervello miti

E veniamo ad un’altra bufala: il paragone del cervello con un computer.

 Il cervello riceve input che restituiscono output, cosa che ricorda un insieme di circuiti con funzioni specifiche. In realtà il cervello è una struttura estremamente dinamica, con grande capacità di adattamento. Ma non funziona affatto come un computer: riceve informazioni, ma le implementa con i dati del contesto ambientale in cui si trova, arrivando ad un’anticipazione di quanto accadrà. Si tratta quindi di un confronto che viene naturale al giorno d’oggi in una società cibernetica, ma che ha ben poco a che fare con le svariate qualità e capacità del cervello umano.