I capelli mossi e fluenti raccolti al di sotto di un cappello bizzarro, il sorriso triste di un pensatore ed una sfacciatezza che, anziché incoscienza, divenne il simbolo di una rivoluzione dei costumi e dei media: questo, e molto più, era l’indimenticato Rino Gaetano, che il 29 ottobre del 1950 nasceva a Crotone.

Salvatore Antonio Gaetano, per tutti Salvatorino eccetto che per la sorella maggiore Anna, la quale privilegiava il diminutivo Rino, studiò già dal 61 al seminario di Narni siccome la famiglia si era trasferita a Roma e, lavorando entrambi i genitori, non voleva che crescesse solo e senza un buon sottofondo culturale.

Il primo contatto con la musica occore all’alba degli anni 70, quando Rino iniziò a frequentare il Folkstudio, noto locale capitolino frequentato peraltro da Antonello Venditti e Francesco De Gregori. In questo ambiente, tuttavia, Rino non riscosse particolare successo, anzi: il suo modo buffonesco ed atipico di cantare, quasi offensivo nei confronti del pop, venne criticato e mal interpretato sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori.

Interessato alle arti, al teatro e soprattutto alla poesia, nel 1973 è tempo di debutto con il 45 giri I Love You Maryanna/Jaqueline, che firmò con lo pseudonimo Kammamuri’s in tributo ad uno dei personaggi del romanzo I pirati della Malesia di Emilio Salgari.

Di lì iniziò l’escalation che portò il successo due anni più tardi, con l’uscita dMa il cielo è sempre più blu.

Nonostante tutti fischiettassero e conoscessero quel brano, però, il nome del suo autore non godeva della stessa fama. La notorietà del personaggio giungerà solo nel 1978, al Festival di Sanremo, quando Rino si presentò agghindato con una tuba nera, regalatagli da Renato Zero qualche giorno prima, un elegante frac nero attillato, papillon bianco, maglietta a righe bianco-rosse, scarpe da ginnastica Mecap ed un ukulele per le mani.

Inoltre, sul bavero del frac, Gaetano aveva appuntato un’incredibile quantità di medagliette che, nel corso delle varie esibizioni, regalò in parte al direttore d’orchestra in parte al pubblico. La canzone che presentava era Gianna, che poi divenne un successo clamoroso.

Oggi Gaetano avrebbe dovuto compiere 65 anni se nella notte del 2 giugno 1981, due giorni dopo l’ultima apparizione in TV, a bordo della sua Volvo 343 grigia, Rino non avesse sbattuto la testa sul volante, invadendo l’altra corsia fino a perdere la vita dopo uno scontro frontale con un camion.

Sulla Nomentana, all’incrocio di via Carlo Fea, una lapide laconica e spartana commemora uno di più originali cantautori italiani del nostro secolo.

https://youtu.be/gHhALC0kRLE