Il popolo turco ha deciso: il partito di Recep Tayyip Erdogan conquista la maggioranza assoluta del parlamento. L’Akp sfiora il 50% dei suffragi e porta a casa 315 seggi su 550 totali, quaranta in più del minimo necessario per governare in autonomia. Una vittoria non totale se si considera che per modificare la Costituzione fossero obbligatori appena 15 seggi in più; manovra, quest’ultima, caposaldo del progamma elettorale.

I turchi sono stati chiamati alle urne in seguito ad un plateale fallimento: nelle elezioni dello scorso 7 giugno il partito al governo non era riuscito ad ottenere la maggioranza assoluta dopo 13 anni.

Essendo di lì andate in fumo le trattative per un governo di coalizione,  il presidente Erdogan ha puntato tutto su quest’ulteriore votazione a 5 mesi di distanza dalla prima. Un presidente che può chiamarsi vittorioso in questa rischiosa scommessa, dalla quale il suo gruppo e la sua figura ne escono brutalmente rinvigoriti. Elevata l’affluenza: l’87.2% dei 54 milioni di aventi diritto ha espresso la preferenza.

erdogan

Il socialdemocratico Chp guadagna il 25.4% dei voti, 134 seggi per la precisione, e il nazionalista Mhp il 12% con 41 seggi.

Tutti i partiti di opposizione hanno registrato un netto calo rispetto allo scorso trend. La vittoria dell’Akp ha, come pronosticabile, scatenato le tensioni con i curdi, il cui partito rappresentante Hdp ha rischiato di non superare il valore minimo per entrare in parlamento, fermandosi al 10.4% a fronte di un precedente 13%.

A Diyarbakir, infatti, la polizia si è scontrata con i militanti curdi, ricorrendo a fumogeni e manganellate contro i manifestanti che lanciavano pietre. Fonti locali parlando di incendi e barricate nelle strade della città.

«Diyarbakir – dice Adriano Sofri di Repubblica – viene considerata la capitale del Kurdistan turco, ma naturalmente il governo non la riconosce. Roccaforte dell’Hdp, è stata teatro dopo le elezioni di scontri e devastazioni, e coprifuoco nella splendida città vecchia».

«Oggi è una vittoria per la nostra democrazia e per il nostro popolo» ha gridato con gioia il premier turco, Ahmet Davutoglu, di fronte ad una turba di sostenitori nel centro di Konya, quartier generale dell’Akp. L’

L’obiettivo dichiarato di Erdogan era non solo ottenere ovviamente la maggioranza assoluta per il suo partito ma cambiare la costituzione turca in senso presidenzialista.

Il parlamento turco è composto da 550 seggi. Per formare un governo ne occorrono almeno 276, mentre con la maggioranza qualificata dei 2/3 (367 seggi) è possibile cambiare la Costituzione. Tuttavia, se una riforma costituzionale viene votata da almeno 330 parlamentari può successivamente essere approvata attraverso un referendum popolare.