Alle 5 del mattino di oggi a Villa Palagoni a Bagheria sono stati arrestate 22 persone che negli ultimi 25 anni hanno fatto la storia della mafia nella cittadina alle porte di Palermo.

Questi arresti non sono stati solo il frutto del lungo lavoro delle Forze dell’Ordine che da sempre conducono indagini sulla mafia in Sicilia e nello specifico a Palermo, ma sono il risultato di quella che si può chiamare una vera e propria rivolta di molte delle persone che, per mantenere in piedi la propria attività, hanno dovuto pagare il pizzo per anni.

bagheria

Queste persone, commercianti, hanno detto basta e hanno deciso di denunciare gli estorsori. In 36 hanno dichiarato di aver dovuto pagare il pizzo per salvare la propria attività e anche la propria vita. Si sono presentati spontaneamente tre imprenditori ai carabinieri del nucleo Investigativo di Palermo, i restanti sono stati poi convocati a seguito anche delle dichiarazioni del pentito Sergio Flamia, un mafioso molto conosciuto a Bagheria.

Sotto accusa molti tra i mafiosi più autorevoli negli ultimi venti anni, tra cui Gino Di Salvo, Nicola Eucaliptus, Onofrio Morreale, Gino Mineo, tutti questi fedelissimi al boss Bernardo Provenzano, chiamati in causa dal procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Leonardo Agueci, i sostituti Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli.

A Bagheria il pizzo è sempre stato una sorta di tassa fissa per tutti coloro che volevano avere un’attività, “ma adesso tanti operatori economici hanno deciso di liberarsi di questo peso – spiega il colonnello Salvatore Altavilla, comandante del Reparto Operativo – non era mai accaduto che un numero così consistente di vittime collaborasse“.