A 40 anni dalla sua morte avvenuta sulla spiaggia di Ostia nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975, Pier Paolo Pasolini è ancora vivo grazie alla sua eredità intellettuale, uno scrittore, un regista e un’attivista politico scomodo e spesso criticato duramente per il suo pensiero e per le sue scelte di vita. Un uomo anticonformista per l’epoca in cui viveva, odiato da molti tanto da essere stato assassinato da un’omicida ancora oggi sconosciuto.

Nasce a Bologna nel 1942 e nei primi anni di vita gira per l’Italia seguendo gli spostamenti del padre che era un militare, nel 1937 fa ritorno a Bologna e lì frequenta l’università seguendo le lezioni di Roberto Longhi e avvicinandosi al gruppo di Leonetti e Roversi con i quali negli anni ’50 fonderà l'”Officina“.

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Nel ’47 si trova poi a Casara, nella terra natia della madre assieme al fratello minore, militante partigiano che nel 1945 rimarrarà ucciso durante degli scontri. Questo fatto alimenterà l’impegno politico di Pasolini che poco dopo si iscriverà al Pci.

La vita politica dell’intelletuale non era la sola ad essere resa pubblica, anche la sua vita privata è stata più volte argomento di critiche e causa di scandali che ne hanno segnato l’esistenza fino all’assassinio.

Nel 43′ viene accusato di corruzione di minori del suo stesso sesso e questo causerà la sospensione dal suo lavoro di insegnante e anche l’espulsione dal partito; in quel frangente Pasolini decide così di lasciare tutto e trasferirsi a Roma. Di questi episodi ne parlerà poi in due scritti: “Amado mio” e “Atti impuri“.

Da dopo il traferimento a Roma la vita intellettuale e privata di Pasolini diventa sempre più oggetto di discussione, l’originalità delle sue opere e del suo pensiero eversivo che mai mette a tacere insieme alla sua condotta di vita libera da schemi dettati da sovrastrutture sociali, lo rendono un personaggio scomodo quanto eclettico.

Tutto quello che Pasolini è si può leggere nelle sue opere in cui emergono perfettamente i tratti dell’intellettuale, è ”l’ultimo apocalittico radicale” come lo descrive Sanguineti, impossibile da omologare. Tra i testi più famosi eccone alcuni:  ”La religione del mio tempo, ” Poesie in forma di rosa”, ”Il sogno di una cosa”, ”Petrolio”, il ”Manifesto per un nuovo teatro”, ”Orgia”, ”Calderon” e ”Affabulazione”.

E poi ci sono i film tra cui il famosissimo ”Accattone”, poi ”Mamma Roma”, e ancora ”Edipo Re” e lo scandaloso e ”Vangelo secondo Matteo”, seguita da ”Decameron” e in ultimo ”Le 120 giornate di Sodoma”.

A 40 anni dalla sua uccisione oltre ai libri e a film ci rimane il pensiero di Pasolini sulla società del suo tempo che è stato anche in qualche modo prefetico rispetto a quella che è l’attuale situazione socio-politica attuale dell’Italia. La critica “all’edonismo consumistico” e “al conformismo interclassista” è ciò che manifesta nei suoi anni in modo lucido e oggettivo cogliendo il momento storico dell’Italia segnato da un grande cambiamento della società.

Pier Paolo Pasolini oltre a essere stato un’intellettuale attento e curioso, un’attivista politico, un poeta, un regista, un giornalista e filologo è un’icona di artista poliedrico ed eclettico che ha innovato in modo provocatorio e polemico ogni campo in cui ha messo il suo impegno.