Il ministro all’Ambiente Galletti ha annunciato che all’interno della Legge di Stabilità verrà inclusa una normativa per la donazione del cibo invenduto: il tema dello spreco del cibo sta molto a cuore all’attuale Ministero dell’Ambiente: già lo scorso Febbraio l’allora ministro Orlando aveva evidenziato l’urgenza di fare qualcosa per arginare il problema degli sprechi alimentari ed aveva annunciato una semplificazione della normativa in merito.

L’Attuale ministro Galletti osserva come vada fatto un lavoro di ottimizzazione delle risorse, soprattutto in specifici casi come il settore dei supermercati, ove si formano le eccedenze alimentari più evidenti.

Inoltre, il ministro mette in luce l’importanza dell’educazione delle nuove generazioni, che devono essere abituate a ragionare in una continua ottica di riciclo e non dello spreco delle risorse ambientali: egli stesso dichiara che “come per tutti i temi ambientali, anche per lo spreco, la grande sfida che abbiamo di fronte è proprio quella culturale“.

lo spreco di cibo in Italia

I dati a livello mondiale sullo spreco di cibo sono estremamente allarmanti: oltre un terzo del cibo reperibile nel mondo viene sprecato, dato ancora più grave se comparato al numero di persone che soffrono la carenza alimentare (1 miliardo circa) e quelle che si trovano in uno stato di sovrappeso o obesità (1,4 miliardi).

Anche le risorse ambientali utilizzate per la produzione di derrate alimentari ammontano a cifre molto alte: circa 1,4 miliardi di ettari di suolo e 250 mila miliardi di litri d’acqua ogni anno vengono usati per produrre cibo che poi verrà sprecato. Per riuscire a tutelare l’ambiente e la biodiversità nei continenti sarà quindi davvero fondamentale, da subito e negli anni a venire, ridurre l’impatto che la produzione di cibo ha sul pianeta terra.


Per quanto riguarda l’Italia la situazione è altrettanto allarmante: lo spreco di cibo ammonta a circa 5,6 milioni di tonnellate di risorse alimentari ed il costo economico di tali eccedenze è di circa 12,6 miliardi di euro l’anno.

Le azioni che il ministero all’ambiente intende mettere in atto sono numerose: innanzitutto il cosiddetto “collegato ambientale” che indica quali siano gli obblighi delle stazioni appaltanti per l’applicazione dei criteri ambientali minimi per forniture e affidamenti di servizi. Si prevede inoltre che il Ministero adotti un “piano d’azione nazionale in materia di consumo e produzioni sostenibili” (PAN SCP) che affronterà anche temi relativi alla grande distribuzione, il turismo ed il settore consumistico.

Si sta inoltre considerando di introdurre delle misure di agevolazione fiscale per coloro che fanno parte della filiera produttivo-distributiva.