I siti hot potrebbero essere la causa del prossimo grande scandalo sulla privacy. Ad affermarlo è un ingegnere informatico di San Francisco Brett Thomas, con il suo libro “Online Porn Could Be The Next Big Privacy Scandal”: un testo che parla di anonimato in rete e che potrebbe terrorizzare gli amanti del porno che vogliono a tutti i costi far rimanere segreta la loro passione.

Nel suo libro Thomas spiega che, a prescindere da tutte le precauzioni che possiamo usare per insabbiare il nostro passaggio sui siti per adulti, ogni browser lascia una sua “impronta“: questa può essere costituita da una serie di elementi come il luogo da cui ci si collega, il modello, i plug-in installati e altro.

Questo crea un’identità dietro un navigatore in incognito e consente di delinearne abbastanza facilmente il profilo, considerando anche le informazioni che si possono raccogliere attraverso i pulsanti social (come il “like” di Facebook), i widget di condivisione ed i banner pubblicitari.

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Il “like” di Facebook è un modo per tracciare un’ impronta nel web

Tutte le conoscenze contenute nel libro di Thomas sono cosa vecchia per gli addetti al settore, ingegneri informatici e sviluppatori in primis: la novità è data dal fatto che Thomas ha permesso che anche i non esperti di informatica potessero accedere a tali informazioni, e si allarmassero più del dovuto.

In realtà il monitoraggio online è una questione dibattuta e conosciuta, con la quale bisogna fare i conti a prescindere dalle nostre preferenze di navigazione. Per chiunque fosse interessato a sapere come tutelarsi senza smettere di navigare sui siti hot, Thomas fornisce dei consigli: per esempio non attivare la navigazione in incognito, che è tale solo per modo di dire e non nasconde affatto i nostri dati.

Inoltre può essere efficace usare un browser solo per questo genere di navigazioni o usare estensioni come Ghostery, per bloccare la maggior parte dei sistemi di tracciamento.