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La donna intelligente seduce? Se pensate che, in tempi di post e neo femminismo, gli uomini possano rispondere “sì” vi sbagliate. Meglio: potrebbero rispondere una cosa del tipo “ne adoro il sorriso e l’intelligenza” ma probabilmente, messi alla prova, la verità che ne uscirebbe sarebbe un po’ diversa.

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È quello che hanno provato a fare Lora E. Park, Ariana F. Younge e Paul W. Eastwick in uno studio psicologico che ha visto la partecipazione di tre famosi atenei americani (University at Buffalo, California Lutheran University e University of Texas). Gli esiti sono stati pubblicati online sul numero di novembre del Personality and Social Psychology Bulletin e possiamo riassumerli all’incirca così: il maschio alfa si sente minacciato da una donna più intelligente di lui.

La ricerca dimostrerebbe che l’attrazione interpersonale potrebbe essere influenzata da due variabili: la distanza psicologica da uno specifico target (per esempio: un uomo e una donna con esperienze personali più o meno vicine). Oppure la distanza psicologica da un target in base a una determinata caratteristica personale: migliore o peggiore di sé.

La ricerca si è svolta su un campione di 105 uomini, che si sono relazionati con due donne ciascuno: se la prima aveva ottenuto brillanti risultati in inglese e matematica (molto più brillanti di quelli dei colleghi), la seconda invece era stata decisamente meno brava rispetto a loro.

Successivamente, agli uomini è stato somministrato un test per misurare il QI e, al termine, gli è stato comunicato che avrebbero incontrato una donna che li aveva superati in quella stessa prova. Cosa immaginate che sia successo? Che la maggior parte degli uomini si è rivelato freddo e ha preso le distanze dalla donna intelligente e l’ha valutata poco attraente, preferendo l’altra.

Nonostante gli stessi studiosi si siano dimostrati cauti circa i risultati dell’esperimento – che non può ovviamente dimostrare una volta per tutte la loro tesi – hanno comunque concluso che il campione maschile testato si fosse sentito minacciato non dalla ragazza in sé, ma dal suo quoziente intellettivo.

Insomma: senza scomodare René Girard e la sua teoria mimetica, possiamo dire che oggi anche la scienza sembra dimostrare qualcosa di cui molte donne, forse, avevano già avuto il sospetto.