L’Arizona, uno degli i americani nei quali è ancora in vigore la pena di morte, ha cercato di importare illegalmente un farmaco letale altrimenti proibito dal governo Usa. Ma i federali l’hanno intercettato in aeroporto.

o-PENA-DI-MORTE-facebook

Lo stato americano aveva pagato 27.000 dollari (circa 24.300 euro) per l’acquisto di dosi di tiopentale sodico. Il farmaco, che in passato era stato utilizzato per l’iniezione letale, oggi non viene più prodotto poiché bandito dalla Food and Drug Administration (Fda), l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici su suolo americano e dipendente dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti.

La spedizione è stata, però, intercettata lo scorso luglio all’aeroporto di Phoenix dagli agenti federali mettendo in difficoltà l’Arizona. Dopo il cartello dell’ Fda e il rifiuto da parte delle società europee di vendere questo tipo di farmaci, molti paesi si trovano, infatti, in difficoltà nel reperire surrogati da utilizzare per le iniezioni letali.

La problematicità nei rifornimenti porta alcuni paesi a ricorrere al contrabbando, ovvero all’importazione illegale di dosi proibite dal governo. La decisione dell’Europa di bloccare la vendita del tiopentale sodico agli Usa, poi, ha aumentato ulteriormente la difficoltà di reperirlo.

Alla base di tali divieti vi era, forse, il tentativo di scoraggiare le esecuzioni che, senza materia prima sarebbero dovute essere quantomeno sospese.

Nei fatti, però, in mancanza delle quantità necessarie per la formazione del composto letale, viene fatto ricorso a veri e propri “cocktail” non propriamente adatti per le esecuzioni. Tali farmaci “improvvisati” spesso non causano la morte diretta ed immediata del condannato ma ne prolungano l’agonia.