tasse universitarie
L’importo medio delle tasse universitarie in Italia va dai 1.200 € annui per le facoltà umanistiche, fino a salire ai 1.800 € per le facoltà scientifiche, con un tetto massimo di 5.000 € .
Secondo lo studio sugli Atenei italiani di Federconsumatori, solo il 10% degli studenti universitari ricevono un contributo pubblico per i loro studi, ed è proprio a causa dell’esiguo numero di borse di studio erogate che  il 90 % degli studenti deve sostenere le spese universitarie autonomamente.
Risultato? Laurearsi sta diventando un lusso, un privilegio per coloro che hanno una famiglia alle spalle che può sostenere tali spese.
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Spese che non si limitano alle tasse universitarie: vanno aggiunti i costi di libri, trasporto e affitto per gli studenti fuori sede. Presto conti fatti: un fuori sede può arrivare a spendere fino a 8.000 € annui. 
Tasse universitarie proibitive e borse di studi insufficienti sono una delle molteplici cause di un altro dato sconfortante: secondo le statistiche ANVUR,  il 40% degli studenti abbandona gli studi prima di conseguire la triennale con una concetrazione del 15% già il primo anno.
Oltretutto una laurea triennale, in molti casi non è sufficiente a garantire un inserimento nel mondo del lavoro.
Basta sbirciare i dati Alma Laurea che evidenziano un tasso di disoccupazione del 30% a un anno dal conseguimento della laurea di primo livello. 
Prendere dei provvedimenti in merito dovrebbe essere una priorità per il futuro dell’Italia, ma a quanto pare “la scarsa considerazione che la nostra classe politica e in particolare quella più recente riserva all’istruzione, all’università e alla ricerca è la conseguenza del basso livello culturale della gran maggioranza degli eletti in Parlamento.
(M. Hack)”.