L’Annona, il supermercato del Vaticano, le pompe di benzina della Santa Sede e ancora il magazzino delle stoffe sempre in Vaticano, sono tutti luoghi ben conosciuti e molto frequentati dai dipendenti del Vaticano e dalle loro famiglie, ma non solo.

Sarebbe una tradizione consolidata quella di fornire la possibilità a chi lavora per la Santa Sede di fare spese in Vaticano a dei prezzi molto scontati per via delle imposte ridotte che vengono applicate rispetto all’Italia. I dipendenti sono anche forniti di una tessera con cui poter fare i propri acquisti.

Il palazzo Vaticano in via della Conciliazione, Roma, 03 novembre 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

Il giro di affari sarebbe milionario secondo le carte di Vatileaks 2. Nel 2012 in Vaticano è stata venduta benzina per 27 milioni di euro, una cifra nettamente al di sopra di quella che sarebbe stata possibile incassare a fronte delle 550 tessere distribuite agli aventi diritto. Questo, secondo Emiliano Fittipaldi, autore di “Avarizia“, vorrebbe chiaramente dire che a recarsi presso le pompe di benzina della Santa Sede ci sarebbero state anche persone non autorizzate.

Dal libro di Gianluigi Nuzzi, “Via Crucis“, parrebbe che negli ultimi due anni ci siano state delle perdite di circa 1.600 milioni di euro a causa di “differenze di magazzino” per quanto riguarda il Governatorato.

Ciò non si percepisce però né all’Annona, né presso le sale della stazione del Vaticano e neppure soprattutto presso i distributori di benzina. Gli acquisti non si fermano neanche per quanto riguarda il commercio nel reparto tabacchi, anche questo tra le carte di Vatileaks.

Il settore dell’abbigliamento è tra quelli che fruttano maggiormente. Il reparto vestiti e accessori durante i saldi ma non solo, viene preso d’assalto proprio perchè, il normale sconto stagionale è applicato a merce che parte da un prezzo molto più basso rispetto a quello italiano.