Jorge Lorenzo, principale sfidante di Valentino Rossi nel gran Premio di Valencia che decreterà il vincitore del Mondiale, ha agito in modo estremamente discutibile nei giorni scorsi. Il pilota maiorchino ha infatti chiesto al Tar di intervenire nell’arbitrato tra Rossi e la Fim: la sua richiesta era stata rigettata ma erano state comunque accettate le informazioni addizionali fornite da Lorenzo, riconosciute come parte del procedimento.

Molti avevano ritenuto il suo intervento nella vicenda di Sepang estremamente inopportuno: il padre di Valentino Rossi, Graziano, aveva reagito con parole molto forti commentando così le azioni di Lorenzo: “Non aveva capito di cosa si parlava e non ha colto al volo l’unica opportunità che lo avrebbe fatto uscire bene: stare zitto.

Alla fine è lui quello che ne esce peggio. Lui è uno che per vincere è disposto a farlo anche fuori dal campo, in modo disonesto.

Valentino Rossi e Lorenzo: chi vincerà?

A pochi giorni dalla gara, però, il pilota maiorchino sembra pentirsi di quanto detto. Dichiara infatti che il suo modo di agire non è stato corretto, arrivando persino a definire il suo un gesto di non sportività.

Dichiara infatti: “Dobbiamo rispettare la decisione che hanno preso e onestamente sono arrivato qui pensando solo al weekend che è una cosa molto importante di me, e non voglio parlare di altro che non sia quello che è successo in pista – ha detto Jorge Lorenzo. Riguardo al passato voglio solo dire, che c’è stato un errore da parte mia, per il gesto del podio e chiedo scusa per questo, che on è un esempio di sportività e chiedo scusa per quel gesto. A parte questo non ho altro da aggiungere”.

Una posizione, dunque, molto diversa da quella presa subito dopo la gara di Sepang: in quel momento l’opinione di Marquez era che Valentino Rossi si fosse comportato in modo “inaccettabile. Riguardo alle parole di quel primo momento, il pilota dice: “Cerco sempre di rispettare gli altri piloti e quando commetto un errore è importante chiedere scusa e lo è per tutti, compreso me stesso”.