Le persone tatuate sono più propense all’aggressività. A documentarlo, uno studio britannico che ha approfondito la relazione tra rabbia e tattoo. Ad essere coinvolti dal sondaggio un campione di 378 adulti britannici (181 femmine e 197 maschi) tra i 20 e i 58 anni. Di questi, 97 avevano un tatuaggio, cioè uno su quattro e, tra questi, la media era di 2,5 a testa.

La ricerca, condotta dall’Anglia Ruskin University di Cambridge, ha confermato il luogo comune secondo cui  le persone con tatuaggi si sono mostrate più propense all’aggressività verbale, alla rabbia e alla ribellione rispetto quelle che non ne possiedono.

Notizia sorprendente: le donne, più degli uomini, hanno confermato la correlazione tra tatuaggi sulla pelle e aggressività.

tatuaggi-rabbia-

Il coordinatore della ricerca, Viren Swami docente di Psicologia Sociale, ha fornito una possibile interpretazione del rapporto tra tatuaggi e aggressività, spiegando che “le persone che mostrano un maggior livello di ribellione reattiva potrebbero rispondere agli eventi deludenti e frustranti tatuandosi. Cioè, quando questi individui vivono un evento emozionale negativo, potrebbero essere più propensi a reagire realizzando un atto che è visto come una sfida.

L’atto del tatuaggio è percepito come ribelle, o più in generale tatuaggi stessi possono indicare sfida o di dissenso“.

Non abbiamo riscontrato differenze di titolo di studio tra chi ce l’ha e chi no –  sostiene il Professor Viren Swami all’Indipendent -, ma di aggressività. Più ne hai, più hai difficoltà a mantenere la calma, meno sei capace di resistere alle frustrazioni e delusioni“.