La nuova invenzione si chiama Sponge Suit, è un bikini in grado di catturare gli agenti inquinanti dell’acqua.

I ricercatori dell’Università della California-Riverside assieme alla società di design Eray Carbajo hanno ideato un bikini capace di ripulire il mare dagli agenti inquinanti, è costituito da due elementi: una rete elastica creata appositamente da una stampante 3D che si modella al corpo di chi lo indossa e un’imbottitura da inserire all’interno.

bikini

I ricercatori hanno lavorato su questa invenzione per quattro anni: inizialmente l’imbottitura era stata pensata per catturare le perdite di petrolio o altri agenti chimici o per la desalinizzazione dell’acqua, successivamente è stata data una linea definitiva all’invenzione.

Come funziona? Il trucco è nell’imbottitura che è composta da un materiale poroso derivante dal saccarosio riscaldato: questo è idrorepellente e dunque respingerà l’acqua trattenendo però le sostanze inquinanti.

Le tossine non avranno ripercussione sulla pelle, infatti gli agenti inquinanti resteranno intrappolati nell’imbottitura e sarà possibile rilasciarli solo a 1000gradi. I ricercatori assicurano che “il procedimento può essere ripetuto fino a 20 volte prima che l’inserto perda la sua capacità di assorbimento.

Lo Sponge Suit, che porta il nome di spugna proprio perché ha la capacità di assorbire, è stata creata per il concorso Reshape 15 Wearable Technology Competition dove ha vinto il primo premio.

È  una creazione davvero ingegnosa che darà la possibilità anche a noi donne semplicemente rilassandoci con un bel bagno di contribuire alla pulizia delle acque marine.