polizia

L’Associazione funzionari di Polizia lancia l’allarme sicurezza ed afferma che per tutelare l’ordine pubblico c’è bisogno di una ristrutturazione dei reparti Mobile. Un appello lanciato al Governo proprio a Palazzo Chigi in occasione della presentazione del libro “Dieci anni di ordine pubblico”, di Armando Forgione, Roberto Massucci e Nicola Ferrigni. Preciso l’intervento di Lorena La Spina, segretario Anfp, che nella prefazione del libro spiega come l’attuale sistema di gestione dell’ordine pubblico sia ormai anacronistico. Soprattutto in considerazione al sempre crescente numero delle manifestazioni: dal 2005 tale numero è cresciuto infatti del 19%, passando dalle 8mila di dieci anni fa alle 9490 del 2014.

Ciò che Lorena La Spina sostiene è l’attuale inadeguatezza delle armi e degli strumenti di protezione di cui la polizia dispone per fronteggiare le circa 24 manifestazioni quotidiane in grado di minacciare l’ordine pubblico. “Nel nostro Paese – scrive La Spina – la Polizia risente della carenza di strumenti utili a limitare le occasioni di contatto con i manifestanti, occasioni che si rivelano quasi sempre molto pericolose e tali da mettere a repentaglio la sicurezza dei nostri operatori e dei terzi”.

 

polizia

Ciò che servirebbe in primo luogo secondo il segretario Anfp è una riorganizzazione dei reparti Mobile, attraverso l’istituzione di vere e proprie Task force “antisommossa, altamente specializzate”, utili a garantire “l’isolamento dei teppisti professionisti che confidano di essere protetti dalla folla”. In generale ecco le proposte dell’alto sindacato di Polizia:

Fucili marcatori: Armi ad aria compressa che sparano “proiettili” di vernice. Utili a “rendere possibile l’identificazione dei facinorosi e dei violenti, anche una volta cessata l’emergenza”.

Proiettili in gomma: Si tratterebbe di dotare gli agenti di un’arma intermedia in grado di mediare il passaggio dallo scontro corpo a corpo alla più letale arma da fuoco.

Di per sé innocue, le pistole caricate con proiettili in gomma possono rivelarsi efficaci contro i teppisti se utilizzate da personale addestrato.

Tonfa: Ne sono apripista i tedeschi, che lo utilizzano in risposta alla dubbia efficacia dimostrata dagli sfollagente in gomma. Questi ultimi, sottolinea La Spina: “si rivelano spesso insufficienti a contenere i manifestanti, specie quando si tratta di soggetti molto numerosi e armati, con la conseguenza che gli agenti restano esposti a colpi di bastone, di spranga, e di armi improprie di vario genere”.

Difese anti petardi: Importanti per, spiega La Spina “equipaggiare le nostre unità con strumenti di difesa dal lancio di petardi e di altri prodotti progettati per esplodere a terra, che peraltro continuano ad essere immessi sul mercato”.

Uniformi: La richiesta non è solo quella di uniformi dotate di strutture paracolpi ma anche di scudi più leggeri e resistenti, realizzati ad esempio in Kevlar o in Dyneema. Importanti sarebbero anche fondine antifurto, per scongiurare il rischio di furti d’arma nei cortei. C’è bisogno dunque di “fondine interne per la custodia della pistola, al fine di tutelare il personale da tentativi di sottrazione dell’arma”.

Radio hi-tech: Dall’Anfp fanno sapere come “bisognerebbe sviluppare nuove tecnologie per assicurare continuità e qualità nelle comunicazioni radio, oggi rimesse a vecchi apparati portatili che, per dimensioni e peso, sono spesso di intralcio nelle fasi di scontro”.