Una vera e propria bufera è scoppiata intorno al veterinario torinese, Luciano Ponzetto, dopo che sul web si è diffusa una sua fotografia insieme ad un leone abbattuto durante un safari compiuto in Tanzania alcuni mesi fa. Ovviamente la foto con il suo “trofeo” ha sollevato l’ira e lo sdegno di moltissime persone che non hanno esitato un attimo a paragonare il veterinario torinese al dentista statunitense Walter Palmer, che in estate era divenuto celebre per aver abbattuto il leone Cecil, simbolo dello Zimbabwe.

La polemica social

Ovviamente, come sempre accade in queste occasioni, Ponzetto è stato ricoperto di insulti e anche di minacce da parte di utenti che hanno trovato altre immagini del veterinario con altri animali uccisi.

Ponzetto fa parte del Safari Italian Chapter di Biella, un club che si dovrebbe occupare della “conservazione della fauna nel mondo intero, riconoscendo nella caccia uno dei mezzi per ottenere questo scopo”.

Luciano Ponzetto il veterinario amante della caccia

Il veterinario a sua discolpa

Ovviamente Luciano Ponzetto si è prontamente difeso, sottolineando di non aver violato alcuna legge, dipingendo la sua passione come un hobby innocente, e affidando le sue parole ad un comunicato che ha il compito, oltre che di difenderne l’immagine anche di sottolineare la sua serietà come medico veterinario: “La professione di veterinario non è incompatibile, né sotto il profilo deontologico né sotto quello morale, con attività di caccia o safari, praticate nel rispetto delle vigenti leggi”.

Altri colleghi si sono schierati dalla sua parte, sottolineando come Ponzetto sia uno stimato professionista che è da sempre in prima linea contro i maltrattamenti degli animali. Egli è il direttore sanitario dell’unico canile del Canavese che si occupa di randagi, struttura gestita nel pieno rispetto delle condizioni degli animali.

Il polverone sollevato sui social ha convinto comunque l’associazione di cui Ponzetto fa parte ad eliminare le foto dei soci con le proprie prede per non compromettere ulteriormente l’immagine del club.