Ella Marciello sulle orme di Marina Abramovic

Inaugura venerdì 4 marzo, alla galleria d'arte Toro Verde di Torino, Are You Present? il progetto artistico pensato e realizzato da Ella Marciello, che ivi esporrà le sue tele, fino…

Inaugura venerdì 4 marzo, alla galleria d’arte Toro Verde di Torino, Are You Present? il progetto artistico pensato e realizzato da Ella Marciello, che ivi esporrà le sue tele, fino al 4 aprile.

Ella, classe 1980, residente nella stessa Torino, ha incontrato l’arte una quindicina di anni fa: la sua forza comunicativa si riversa da sempre, incessante, su molteplici canali, e nel corso della sua formazione ha avuto modo di arricchire i linguaggi, nella costante indagine tecnica, che è anche il motore principale di ogni sua esigenza espressiva.

Un’esperienza fortemente impattante, quale l’incontro con una celebre artista internazionale, Marina Abramovic, ha costituito una di queste scintille di ricerca. Uno degli ultimi lavori della Abramovic ha, difatti, ispirato il progetto Are You Present? che reca come sottotitolo “Sulle Orme di Marina“, The Artisit Is Present, datato marzo 2014. In quell’occasione, al MoMa di New York, in linea con la sua poetica che indaga le connessioni tra l’artista e il suo pubblico, Marina in totale silenzio, offrì a quegli stessi fruitori dei suoi lavori, di essere la favilla stesse dell’opera che ne sarebbe scaturita: l’artista di fronte al suo pubblico, tra loro la connessione, la presenza dettata dalla dialettica spazio/vuoto.

Ispirata dal lavoro dell’artista serba, la Marciello, ha cercato di cogliere il vivo di ognuna di quelle singole faville, che hanno dato forma e atmosfera all’opera di Abramovic, scrutandone i dettagli più intimi e trascendendo quella dicotomia dettata dallo spazio e dal vuoto. Il merito di Ella Marciello è quello di traslare in forma e colore quell’atmosfera che si viene a creare tra l’artista e il suo pubblico, convertendo l’esplosione di sentimenti che nasce immediata da quella connessione, tanto estranea quanto intima, tra l’Abramovic e chiunque abbia deciso di offrirsi come strumento nelle sue mani.

A spiegarci la genesi di un progetto come Are You Present? è la stessa Ella.

Ella Marciello

Ella, il suo incontro con l’arte quando è avvenuto? E quando ha capito che era la sua strada?

È accaduto circa 15 anni fa, quando ho cominciato a nutrire l’esigenza di comunicare in maniera altra dallo scrivere. Avevo già i miei canali, dal momento che nella vita mi occupo proprio di comunicazione, ma presto le parole hanno cominciato a starmi strette, e ho capito che dovevo trovare il modo di superarle, esprimendomi con altri mezzi. Ho sempre avuto la passione per il colore e l’arte.

Cosa significa essere un’artista oggi a Torino?

Torino è una città particolarmente stimolante, dal punto di vista artistico, nel senso che è fervente e giovane, forse penalizzata da alcune dinamiche un po’ chiuse, che non si riferiscono tanto alla produzione, quanto agli spazi espositivi un po’ stretti. In ogni caso, fare l’artista qui è il mio modo di essere umana.

In riferimento agli “spazi stretti” di cui sopra, tra le necessità di un artista c’è quella di definire lo spazio, anche concettualmente parlando, e sfaldare le linee di confine. Ricorda quando per la prima volta si è imbattuta in un limite e lo ha superato?

Diciamo che superare i limiti è un lavoro progressivo, in continuo divenire, è quello che sostanzialmente forma un artista: ogni sbaglio, ogni nuova esperienza, ogni conoscenza o tassello che si aggiunge al bagaglio, ecco, quello è un nuovo traguardo, un limite che si può dire essere stato raggiunto e superato.

I suoi lavori sono di stampo emozionale, grazie all’uso delle cromie riesce a trasmettere sensazioni potenti, dal turbamento alla malinconia. Chi ha ispirato questa tecnica nella ricerca di una così personale dimensione artistica?

Mi sono sempre lasciata affascinare dall’Avanguardia americana degli anni ’50 e ’60. Anche se non si può dire che mi sia lasciata influenzare dalla tecnica di artisti come Franz Kline o Jackson Pollock, ho comunque subito il fascino della loro poetica, che può essere tradotta come una fonte di ispirazione. Poi ci sono gli scrittori statunitensi più o meno dello stesso periodo, come Wallace e Roth, o comunque autori e poeti del dopoguerra americano.

Marina Abramovic è una figura importante sul suo percorso formativo. In che modo ha inciso la collaborazione con lei sulla sua produzione?

Con Marina ho avuto l’occasione di lavorare a Ginevra, durante una performance creativa, che mi ha dato, anzitutto una forte consapevolezza, fornendomi gli strumenti giusti per un’accurata indagine introspettiva, e poi ho avuto accesso ad un totale sdoppiamento del del pensiero. Al di là della sua personalità, che è comunque molto determinante, l’esperienza tutta rimarrà una di quelle indelebili che mi ha cambiato profondamente, che mi ha fornito, non solo la chiave per “superare il limite”, ma di trascenderlo, nel tempo e nello spazio.

Tra l’esperienza che ha vissuto a Ginevra e ciò che si propone di presentare con Are You Present? quali differenze sostanziali intercorrono?

Anzitutto quella della Abramovic è una performing art, che presuppone una maggiore interazione con il pubblico e il suo fruitore, mentre le mie tele che nascono dall’osservazione di queste arti performative, ne studiano la nascita, le evoluzioni e le caratteristiche che cambiano da pubblico in pubblico, sono il frutto di questa fruizione. Quello che cerco di fare con Are You Presente è creare un collegamento emotivo, tra quella che è la connessione che agisce dall’artista al pubblico, o viceversa, e tutto il resto intorno.

Ella, cosa intende per “Essere Presente”?

Essere presente non è solo un modo di riempire uno spazio, ma intenderlo, concentrarsi su chi ci è di fronte e dare un senso a tutto quello che intercorre tra noi e l’altro. Essere presente è semplicemente un tentativo di cogliere la conoscenza profonda dell’altro, è un atto di generosità, secondo me, che dobbiamo a chiunque sia altro da noi. Non è solo una chiave di condivisione, essere presenti, è la volontà di dare un valore autentico e concreto all’esistenza.