Dopo la strage, il cordoglio per gli studenti Erasmus in Spagna

Sono le 6 del mattino di domenica 20 marzo, lungo la AP-7 vicino Freginals, nella zona di Tarragona, quando il pullman, parte di un convoglio di 5 automezzi che rientrava…

Sono le 6 del mattino di domenica 20 marzo, lungo la AP-7 vicino Freginals, nella zona di Tarragona, quando il pullman, parte di un convoglio di 5 automezzi che rientrava a Barcellona da Valencia (dove gli studenti avevano assistito alla notte dei fuochi – la Fiesta de las Fallas) si ribalta. Perdono la vita 13 studenti, 34 i feriti. Tra le vittime, 7 ragazze italiane, questi i loro nomi: Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza.

La causa dell’incidente

“Mi spiace, mi sono addormentato”, è quanto ha detto l’autista, 63 anni, ai primi soccorritori. Ora sulla sua testa pende un’accusa di omicidio plurimo colposo. A riportare le sue parole è il quotidiano spagnolo La Razón. L’uomo è stato interrogato dal Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana. Gli inquirenti avevano ipotizzato da subito il “fattore umano” come causa dell’incidente.

Gli studenti italiani feriti

Al momento sono 4 gli studenti italiani ricoverati negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona. Stefano Sannino, nuovo ambasciatore italiano in Spagna, ha dichiarato che si tratta di 3 ragazze e un ragazzo. Solo uno dei quattro studenti è in “condizioni più complesse”. Quelle degli altri sono stabili e i medici escludono rischi per la loro vita. Forse è Annalisa Riba, studentessa torinese, la vittima ferita e “in condizioni più complesse”. Dopo l’incidente ha riportato delle lesioni gravi alla vertebra della cervicale, ferite sul volto e una frattura alla mano e dovrà subire un’intervento chirurgico. Consolata Bianco, sua madre, racconta a Radio24: “Non sappiamo quando verrà operata, stiamo programmando di portarla in Italia, se ce lo permette il suo stato. Per il momento è immobile”. Annalisa non sa ancora nulla della sua amica, Serena Saracino, studentessa di Farmacia a Torino come lei, che nell’incidente ha perso la vita.

Il racconto dei genitori di Serena

Nell’obitorio di Tortosa, intanto, sono al lavoro 17 medici e 2 specialisti in odontoiatria forense per i casi di riconoscimento più difficile. Molti degli studenti non avevano documenti ed erano sistemati sui 5 pullman in modo diverso rispetto all’andata. Anche i genitori di Serena Saracino hanno affrontato questo triste rituale e lo hanno raccontato a Pomeriggio 5: “Abbiamo riconosciuto a stento nostra figlia, era una ragazza bellissima. L’abbiamo identificata, ma era molto diversa da come ce la ricordavamo. Con gli altri genitori abbiamo parlato, ci siamo fatti forza a vicenda, si piange insieme”. La Generalitat di Barcellona ha allestito nell’aeroporto del capoluogo catalano un punto di accoglienza e di informazione per i genitori delle vittime dell’incidente. Le famiglie vengono poi accolte in un albergo di Tarragona, dove trovano ad assisterle del personale della Farnesina.

Il cordoglio del premier Matteo Renzi

A Tortosa, il premier Matteo Renzi ha incontrato i familiari delle ragazze morte nell’incidente. Queste le parole dei genitori di Serena: “Renzi ci ha dato tutto l’appoggio possibile, soprattutto per quel che riguarda il rientro delle salme a casa con aerei militari. Ci hanno promesso che sarà prima di Pasqua”. Una promessa che forse il premier non potrà mantenere dal momento che i tempi potrebbero dilatarsi a causa dell’inchiesta aperta dalla magistratura. Il Governo ha comunque messo a disposizione delle famiglie un aereo militare che riporterà le salme in Italia “non appena il giudice lo autorizzerà”.

Il post su Facebook

Scrive su Facebook il premier : “Sono andato in Catalogna ad abbracciare i feriti e le famiglie delle vittime, assistite dall’Unità di Crisi della Farnesina e dall’Ambasciata italiana in Spagna. Ho chiesto alle autorità locali di aiutarci a restituire i corpi alle famiglie il prima possibile. Ma soprattutto ho portato a quei genitori l’affetto e la commozione degli italiani, tutti, tutti insieme, nessuno escluso. Oggi è un giorno difficile da mandare giù. È il 21 Marzo, è primavera. Perché come fai a parlare di primavera con le foto di sette ragazze che ti sorridono dalle immagini dei giornali online, ma che in realtà hanno chiuso gli occhi per sempre? Perché la vicenda catalana ci colpisce in modo così profondo? – si domanda il premier, prima di trovare una risposta – Forse perché sono sette ragazze così sorridenti e piene di vita che ti sembra impossibile pensarle in un obitorio. Forse perché l’Erasmus ha ormai segnato diverse generazioni da toccare praticamente ogni famiglia italiana. E sembra impossibile morire durante l’Erasmus che è un’ esplosione di vita. Un inno alla vita. Forse perché ci sentiamo comunità molto di più quello che pensiamo. E il dolore di quei genitori non può esserci estraneo, lontano”.

Il cordoglio della politica

Dopo le sentite parole di cordoglio del premier Renzi, il Pd ha deciso di annullare la Direzione nazionale. Il Consiglio dei Ministri, in apertura di seduta, ha ricordato i nomi delle sette ragazze che hanno perso la vita nell’incidente. L’Unione Europea si è unita al cordoglio tramite la Commissione Europea. Il presidente Mattarella ha dichiarato: “Incidente assurdo, giorno triste per l’Italia”. Il capo dello Stato è “profondamente addolorato per il gravissimo e assurdo incidente avvenuto in Spagna, che ha provocato la morte di tante giovani universitarie, soprattutto italiane. È un giorno molto triste per l’Italia e per tutta l’Europa. Sono particolarmente vicino alle famiglie delle vittime, alle quali desidero far giungere il mio cordoglio e la mia solidarietà in un momento di così grande sofferenza”.

Le parole del Papa

Anche Papa Francesco esprime il suo cordoglio tramite un messaggio indirizzato al vescovo di Tortosa, Enrique Benavent Vidal: “Papa Francesco – il messaggio porta la firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolinprofondamente addolorato per la dolorosa notizia del tragico incidente stradale avvenuto a Freginals, che ha causato la morte di un gruppo di giovani studenti, offre preghiere in favore dell’eterno riposo dei defunti e allo stesso tempo manifesta il suo desiderio di una pronta guarigione dei feriti”.

Il cordoglio della Chiesa

Al cordoglio del Pontefice si unisce quello dei vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta, dell’arcivescovo di Torino monsignor Cesare Nosiglia, dei cappellani universitari, la pastorale universitaria nella persona del direttore don Luca Peyron: “Di fronte al mistero della morte improvvisa di tante giovani vite restiamo sgomenti ed addolorati; nei giorni in cui meditiamo la passione di Cristo guardiamo alla Pasqua raccogliendoci in preghiera perchè la vicinanza umana possa essere di conforto e cordoglio”. Ancora don Luca Peyron dichiara: “Nei volti di Francesca, Elisa, Valentina, Elena, Lucrezia, Serena ed Elisa,  riconosciamo il volto bello di una generazione che si sta preparando al domani con la gioia e l’entusiasmo dei vent’anni, il desiderio di incontrare altri giovani e con loro immaginare il futuro di questa terra e d’Europa. Da credenti le sappiamo ora nelle braccia del Padre misericordioso a cui chiediamo il dono della consolazione per chi oggi piange ed il coraggio per tutti noi, anche in nome di queste giovani, di costruire legami ancora più veri e forti, che neppure la morte, come recita la Scrittura, possa mai spezzare”.

Il cordoglio dell’Università e della città di Torino

L’ateneo torinese, per dimostrare la propria vicinanza alle famiglie colpite dalla tragedia avvenuta in Catalogna, si è fermato a mezzogiorno per un minuto di silenzio, un’iniziativa del rettore Gianmaria Ajani che ha commentato: “Una disgrazia terribile. Siamo vicini a tutte le famiglie dei nostri ragazzi che hanno perso la vita e anche alle famiglie degli altri paesi. Siamo altrettanto vicini ai tanti feriti che ci sono. Speriamo che si possano rimettere”. Sulla pagina Facebook dell’Erasmus Torino è apparsa l’immagine di un nastro nero in segno di lutto. Un’immagine simile è stata postata anche sulla pagina dell’Erasmus Student Network Barcellona UPF. A queste manifestazioni di cordoglio si aggiungono anche le parole del sindaco di Torino, Piero Fassino: “È un momento di grande tristezza per giovani vite stroncate in un modo così improvviso e assurdo. In queste ore sentiamo il dovere di stringerci intorno alle famiglie e di non lasciarle sole in un momento di così atroce dolore”. La Città di Torino proclamerà poi il lutto cittadino in occasione dei funerali di Serena Saracino.

Gli studenti del Politecnico

In ultimo, la testimonianza dei 5 studenti del Politecnico che, come Annalisa e Serena, viaggiavano in quel convoglio, ma su un’altro pullman. Nessuno li ha avvisati dell’incidente, lo hanno scoperto solo dopo, al loro arrivo a Barcellona. “È stata una tragica fatalità, difficile aggiungere altro”, dice Matteo, che ha 23 anni, “Abbiamo saputo dell’incidente la mattina stessa, siamo sconvolti. Io mi trovavo nel pullman precedente, non ci siamo resi conto di nulla.