Pulcini rosa, gialli, blu, verde lime e fucsia. Sembrano giocattoli, invece sono vivi. Sono animali veri, tinti in diversi colori per essere messi sul mercato per Pasqua. Si tratta di una moda crudele, sempre più in voga nei paesi asiatici, ma non solo.
Un video diffuso su internet da un’emittente dell’Arizona, Company 19, testimonia il processo raccapricciante di tintura dei piccoli pulcini. Si vede chiaramente una moltitudine di pulcini gettati in una bacinella e mescolati con del colorante verde come se fossero foglie di insalata. L’uomo, che li mescola violentemente, indossa addirittura dei guanti di plastica, fatto che dimostra che si tratta di una sostanza tossica e non di un colorante alimentare.

Al termine dell’operazione, i pulcini vengono gettati dentro delle ceste per il “tocco finale”, una seconda passata di colorante per rendere più omogeneo il nuovo colore. Il tutto per poi venderli imbustati. Il video ha fatto indignare intere comunità di animalisti e non solo.

Destinati a vivere poco

In origine, si usava iniettare del colorante alimentare all’interno delle uova per dividere in gruppi i nascituri. Ora, i pulcini vengono colorati per invogliare le mamme a comprarne uno ai figli. Le tecniche utilizzate sono delle peggiori: a spruzzo, con coloranti iniettati nel mangime oppure tinti come nel video.


La pratica di colorare gli animali per Pasqua, pulcini e coniglietti, è diffusa in diversi paesi come Indonesia, Thailandia, Cina, Giappone, Qatar, Brasile, Stati Uniti e nella Repubblica Ceca.
Recentemente, la Woodstock Farm Animal Sanctuary, organizzazione americana che si occupa dei diritti degli animali, ha sottolineato che “i piccoli non incontrano mai le loro madri, vengono allevati in modo improprio e spesso muoiono poco dopo essere stati acquistati”.

La situazione in Italia

Sembra che la moda sia arrivata anche nel Belpaese. Pochi giorni fa, su un sito di allevamenti animali, un utente veneto avrebbe scritto che dispone “di pulcini colorati”, fatto che ha sconvolto gli animalisti.


La vicenda purtroppo non è assolutamente nuova: già nel 1994, la Lega italiana per la protezione degli uccelli aveva lanciato l’allarme sottolineando che comprare pulcini colorati per i propri figli è “anti-educativo” in quanto contribuisce ad “impartire ai bambini un’educazione sbagliata nei confronti degli animali e della natura”.