BENEVENTO: Maria Ungureanu, la bimba di 9 anni di origine romene, il cui corpicino è stato ritrovato riverso in una piscina di un pub-agriturismo, l’altro ieri mattina, è stata violentata.

Ad accertare lo stupro l’esito degli esami autoptici effettuati sul corpo della piccola nel pomeriggio di ieri. Indagato per violenza sessuale ed omicidio il romeno 21 anni, sottoposto a pesante interrogatorio protrattosi fino a notte fonda.

Nessun incidente in piscina

L’autopsia, eseguita ieri pomeriggio nell’ospedale Rummo, è durata ben tre ore, e alla fine ha spazzato via ogni ipotesi di tragedia o incidente: Maria, figlia unica di due romeni residenti nel Sannio da diversi anni, non è accidentalmente affogata in piscina, ma è stata prima violentata e poi uccisa.

La bambina è stata prima stuprata e poi gettata in acqua, oppure (altra ipotesi) ha cercato scampo in piscina, per sfuggire al suo aguzzino, dove poi è morta annegando.

I medici legali Monica Fonzo e Claudio Buccelli, che hanno effettuato gli esami hanno rivelato liquido nei polmoni, hanno avanzato anche l’ipotesi che la bimba non fosse cosciente quando si è trovata in acqua.

La mamma sconvolta non si dà pace: “Non ci posso credere, ce l’ho sempre davanti ai miei occhi“. Il padre, un operaio edile, si mostra, nel dolore, si mostra più risoluto: “Chiedo una giustizia rapida” ha detto, “Credo nella giustizia italiana: se volessi farmi giustizia da solo finirei in galera lasciando sola mia moglie“.

Poi aggiunge: “Tornavo a casa la sera mi riempiva di gioia e mi faceva passare ogni dolore

Intanto l’intera comunità del paesino di San Salvatore Telesino è sotto shock, ancora incredula dell’accaduto, e dei recenti aggiornamenti: “Tutto il paese – racconta il sindaco di San Salvatore Fabio Romano – è vicino a questa famiglia di lavoratori, di persone perbene. Ora siamo tutti in attesa della verità. Il nostro è un ambiente sano e lo dimostra i grande affetto che i genitori della piccola stanno ricevendo in questo momento

Un unico indagato

Al centro delle indagini, unico indiziato, un giovane operaio romeno di 21 anni,  che abita di fronte la chiesa di Mari Assunta, la stessa parrocchia frequentata dalla vittima.

L’uomo, che conosceva la bambina, è stato tenuto sotto interrogatorio per diverse ore, fornendo agli inquirenti anche i minimi dettagli di tutti i suoi spostamenti da domenica sera fino a lunedì mattina. Continua a proclamare la sua innocenza: “Non avrei mai potuto farle da male – ha detto – per come era come se fosse una sorella“.

A fornire il nome dell’indagato alcuni testimoni della zona, che la sera prima avevano visto Maria salire sulla sua Volkswagen: la bimba si era recata alla Chiesa per la celebrazione del rito di Sant’Anselmo, erano le 19.45 quando usciva in anticipo, poiché il corteo era stato annullato per mal tempo, e saliva sull’auto del 21enne.

Da quel momento in poi l’unica versione disponibile è quella del’operaio, il quale a seguito dell’interrogatorio è stato rilasciato. Secondo la sua versione dei fatti, con Maria ha provato a raggiungere in macchina Telese Terme, senza riuscirvici poiché era in corso una gara podistica. Insieme sono quindi tornati alla parrocchia e lì si sono divise le loro strade: la bimba ha raggiunto un gruppetto di amiche e lui si è recato a casa del fratello a Castelvenere, con cui è stato fino a tardi, per poi spostarsi verso Massa di Facchio e ritirarsi, infine, alle 2 del mattino.

I carabinieri del Ris, stanno comunque effettuando ulteriori rilievi nell’abitazione dell’indiziato, e hanno messo i sigilli alla sua casa e alla sua auto, inoltre l’uomo potrebbe essere riascoltato.