Questa mattina i mercati finanziari si svegliano nel panico: la Gran Bretagna ha lasciato l’Ue, a darne notizia l’emittente britannica con un post su Twitter: “È ufficiale. Il Regno Unito ha votato per lasciare l’Unione europea”.

Boom di affluenza alle urne degli inglesi, il quorum è stato superato con oltre i 16 milioni di voti che, dopo un duro testa a testa, hanno deciso per la Brexit.

Intanto già cominciano a farsi sentire i primi scossoni del terremoto, con la sterlina che, secondo i mercati, questa mattina è scesa ai minimi storici del 1985, sul dollaro, ma per gli euroscettici, con a capo Farage guardano solo all’indipendenza della Gb.

Le prime dichiarazioni

Nigel Farage esulta quest’oggi, con il suo paese fuori dall’Unione, e ora sogna una Gran Bretagna indipendente: “Questa è la vittoria che significa un nuovo giorno dell’indipendenza per il nostro Paese. E’ l’alba di un Regno Unito indipendente“, per il leader promotore dell’Out, bisogna guardare al futuro, poi aggiunge: “È arrivato il momento di liberarci da Bruxelles“.

Di Cameron, il primo ministro, non sono ancora pervenute dichiarazioni, ma si sospettano le imminenti dimissioni: sicuramente farsi da parte è ciò che gli chiederanno i laburisti, ma probabilmente queste dimissioni, all’alba della disfatta, arriveranno spontaneamente.

Un paese spaccato in due

Ciò che è chiaro, visti i risultati e le distanze minime, è che questo referendum ha spaccato in due gli inglesi. Nel dettaglio il ‘Leave’ vince in Galles conquistando 854.572 voti contro le 772.347 preferenze date al ‘remain’. In Scozia,nel referendum sulla Brexit, ha vinto il ‘Remain’ con 1.661.191 voti contro i 1.018.322 andati al ‘Leave’ a fronte di un’affluenza del 67,2%Glasgow, la grande città portuale scozzese, vota al 66,6% per Remain, contro il 33,4% di LeaveEdimburgo, vota a favore della permanenza nell’Unione Europea con una percentuale del 74,4% contro il 25,6% di Leave.

  In Irlanda del Nord, nel referendum sulla Brexit, ha vinto il ‘Remain’con 440.437 voti contro i 349.442 andati al ‘Leave’ a fronte di un’affluenza del 62,9%.

Apparte Londra, con l’Out si schiera l’Inghilterra,  con quasi il 60% di voti pro-Brexit. A Manchester fronte filo-Ue con un 60% di suffragi per Remain. Nella città industriale di Sunderland, sulla costa del nord-est dell’Inghilterra, Leave ha vinto con 82.394 voti (61,3%) contro i 51.930 voti (38,7%) per Remain.

A Newcastle, città nel nord-est dell’Inghilterra, si resta sul fronte dell’ In, ma di misura: 50,7% contro il 49,3% dei voti per il ‘Leave’, con uno scarto di appena 2.000 voti in una città in cui hanno votato in 129 mila.

Oxford non tradisce l’Europa: la celebre città universitaria inglese porta in dote il 70,3% dei suoi voti al fronte di Remain nel referendum britannico sull’Ue contro il 29,7 di Leave. Anche Cambridge, dopo Oxford, vota in favore del fronte filo-Ue di Remain con oltre il 74% dei suffragi.

La città di Liverpool, nel nord-ovest dell’Inghilterra che diede i natali ai Beatles, ha votato per il Remain, che ha vinto col 58% dei voti contro il 42% dei Leave.

Quanto a Londra, si esclude dalle tendenze dell’intera Inghilterra e  vince il Remain con il 69% dei voti.