La decisione di quesst’ultime ore prese dalla Gran Bretagna, che si tira definitivamente fuori dai giochi europei, sta scatenando una serie di reazioni a catena, in ambito politico, e soprattutto economico, dove in questo momento si sta registrando un po’ ovunque lo psico-brexit, anche in Scozia e Iralnda.

Le conseguenze più gravi, forse, il Regno Unito le sta registrando in casa sua, dove il risultato che ha spaccato il paese sta mettendo le sue differenti realtà le une contro le altre. Scozia e Irlanda non ci stanno e si fanno sentire immediatamente: “Noi siamo cittadini europei, e vogliamo restare nell’Unione“.

Scattano immediatamente nuove richieste di referendum nelle regioni della GB ancora fortemente contrarie alla Brexit, che non accettano quel 52,1% del Leave.

La Scozia

Paradossale la situazione in Scozia, che insieme a Galles, Inghilterra ed Irlanda del Nord fa parte del Regno Unito, e che non troppo tempo fa, durante il referendum indipendentista, aveva espresso la sua fedeltà alla Union Jack, eppure adesso, si vede tradita dallo stesso UK.

Tutte le 32 circoscrizioni scozzesi ieri hanno scelto l’Europa di Bruxelles, ma i risultati sommati alle volontà del resto dell GB, hanno fatto sì che la Scozia questa mattina si svegliasse in un’atmosfera di profonda delusione, contro il suo volere, oggi si vede catapultata fuori dall’Unione Europea.

L’ex Premier Solmond nelle prime dichiarazioni di questa mattina, non esita a rappresentare il desiderio del suo popolo, che torna a marciare su linee indipendentiste e nazionaliste: “Anche se questo non significherà che adotteremo l’euro, noi vogliamo restare nell’Unione“.

Non appena cominceranno i negoziati con Bruxelles, per l’uscita definitiva, lo stesso Slomond annuncia la possibilità della richiesta di un nuovo referendum che porti la Scozia fuori dal Regno Unito, e viaggia sulle medesime intenzioni il nuovo Primo Ministro  Nicola Sturgeon, che al grido di “Noi siamo Europei“, si fa portavoce del profondo senso d’appartenenza che lega la Scozia all’Ue.

La Scozia ha consegnato un voto chiaro -dichiarà la Sturgeon- senza equivoci, per la permanenza nella Ue e accolgo con favore questo sostegno al nostro status europeo“. La Scozia ha parlato e ha parlato chiaro.

L’Irlanda del Nord

Le preoccupazioni più gravi però giungono dal fronte Irlanda del Nord, fortemente animata dopo l’esito Out, dove si è sollevata nuovamente la delicatissima questione del referendum, e qualcuno a sorpresa propone la svolta inaspettata della riunificazione, almeno così si evince dalle parole di Martin McGuinnes, vice del Premier, militante nel partito nazionalista ed ex affiliato dell’Ira.

Le conseguenze della Brexit sulla parte settentrionale dell’isola potrebbero essere devastanti, spiega McGuinness: “Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, l’Irlanda dovrebbe andare al voto per la propria riunificazione“.

L’elettorato si è espresso ieri, e si è espresso a favore dell’Ue.