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La situazione in Turchia non sembra stabilizzarsi. Dopo il tentato colpo di stato, secondo quanto riferito dal vice presidente e portavoce del governo Numan Kurtulmus, sono state arrestate 9.322 persone con l’accusa di complicità al golpe. In totale le cosiddette “purghe riguardano la sospensione di 30 prefetti su 81, altri 8.777 dipendenti del ministero dell’Interno sospesi dagli incarichi (di cui 7.899 poliziotti, 14 gendarmi e 47 governatori di distretti provinciali). Inoltre vanno aggiunti i circa 1.500 dipendenti del ministero delle Finanze e, in queste ore, sono stati sospesi tutti i rettori delle università e 15.200 insegnanti legati a Fethullah Gulen.

Erdogan e la pena di morte

Lo stesso Erdogan in una intervista alla Cnn ha detto di voler reintrodurre la pena di morte, se il Parlamento di Ankara fosse d’accordo. Una dichiarazione che ha sorpreso gli Stati europei. La prima a parlare è stata la Cancelliera tedesca Angela Merkel che ha dichiarato: “Con la pena di morte non si entra in Europa” riferendosi direttamente ai complicati rapporti che da molti anni vedono la Turchia lavorare per un ingresso nella Comunità europea.

Le dichiarazioni di Gentiloni

Anche il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni in una intervista radiofonica a Radio Anch’io ha commentato: “È chiaro che non sta né in cielo né in terra di continuare un qualsiasi percorso negoziale con un Paese che reintroducesse la pena di morte, visto che tra i principi dell’Unione europea c’è ovviamente l’abolizione della pena di morte”.

Dello stesso avviso è anche Federica Mogherini (Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza) che in una conferenza stampa congiunta con John Kerry (Segretario di Stato degli Stati Uniti), a margine del Consiglio d’Europa, ha detto: “Voglio essere chiara.

Nessun paese può diventare membro della Ue se introduce la pena di morte. La Turchia è un membro importante del Consiglio d’Europa, e dunque è legata alla convenzione dei diritti dell’uomo che è molto chiara sulla pena di morte”.

Akin Ozturk

Akin Ozturk confessa di essere l’artefice del golpe

Sui veri mandanti del golpe è buio fitto, anche se uno dei generali arrestati avrebbe confessato. Si tratta del capo dell’aviazione turca Akin Ozturk che dopo un lungo interrogatorio si sarebbe addossato la responsabilità del golpe.

Ma in molti non credono alla sua versione, perché sembrerebbe estorta dopo un pestaggio, come testimoniano le immagini del prima e del dopo l’interrogatorio.

Per Erdogan il mandante è Fethullah Gulen

Nonostante la confessione di Akin Ozturk, su tutti gli organi d’informazione ufficiali turchi, e a detta dello stesso Erdogan che lo ha paronato a Bin Laden, il mandante è Fethullah Gulen il leader religioso che dal 1999 vive negli Stati Uniti e che fino al 2013 era uno degli alleati forti di Erdogan, che in una intervista rilasciata al New York Times e al Financial Times, ha dichiarato: “Tutto ciò potrebbe essere stato organizzato dall’opposizione o dai nazionalisti.

Vivo lontano dalla Turchia da 30 anni e non sono stato io. In quanto credente non possono accusare senza prove (…). – spiegando che – alcuni leader organizzano dei falsi attentati suicidi per rafforzare il loro potere, e questa gente ha questo tipo di scenario in testa”. Rimandando al mittente le accuse.