Medico lancia l'allarme: "Nessuno vuole il mio lavoro"

Un lavoro ben retribuito e con molti altri benefit. Eppure nessuno sembra disposto a farlo, colpa dell'isolamento della zona in cui sono richiesti questi servigi.

Il lavoro perfetto: 3 mesi di ferie, nessun obbligo a lavorare durante i week end e uno stipendio da favola, circa 250 mila euro l’anno. Questo è quanto propone il neozelandese dottor Alan Kenny che da anni sta cercando un aiutante che lo assista per il ruolo di rural GP, una sorta di medico di campagna nella cittadina di Tokoroa a poco più di 200 km da Auckland.

Nessuno ha mai risposto all’annucio

Una notizia riportata dal The Guardian che ha fatto subito il giro del mondo. Infatti nell’intevista del giornale britannico al dottor Kenny, è lui stesso a riferire l’incredulità di questa vicenda:”Offro un salario davvero straordinario, è incredibile. La mia attività è esplosa nell’ultimo anno e più pazienti hai in carico più soldi guadagni. Ma è davvero troppo lavoro per una persona sola“.

tokoroa

Per ora lo aiuta la figlia

Da qualche anno ad aiutare il medico neozelandese c’è sua figlia Sarah, che pian pianino sta imparando il mestiere, ma con il crescere dei pazienti in due non riescono a garantire il servizio. Una ricerca estenuante di un aiuto che dura da più di 2 anni ma ad oggi, nonostante l’ottima posizione lavorativa, nessuno si è mai proposto: “Amo il mio lavoro e vorrei restare qui ma sto sbattendo la testa al muro nel tentativo di attrarre dottori”.

La colpa è dell’isolamento

La situazione rischia di diventare paradossale, infatti secondo quanto riferisce lo stesso dottor Kenny: “Se è già difficile trovare dei medici che mi affianchino, sarà un inferno quando dovranno cercare qualcuno per sostituirmi”. Secondo Linda Reynolds, vice direttore generale del Rural Practice Network, i fattori che spingono i medici a non accettare la posizione lavorativa, sono da riscontrare nell’isolamento della zona, nella carenza di scuole, attività sociali e nel Digital divide. Ma la stessa Reynolds confida nei laureandi di medicina internazionale, che da qualche anno hanno cominciato a prestare servizio nelle zone rurali.