Gli adolescenti aborigeni sono tristi, cresce il tasso di suicidi

Molto tristi“, è così che si reputano tanti adolescenti aborigeni sottoposti a una ricerca condotta dell’organizzazione benefica Mission Australia, atta a misurare lo stato di generale contentezza dei giovani.

Giovani tristi

Tra gli aborigeni un ragazzo su 10 e una ragazza su 20 avrebbe attribuito il valore 0, su una scala fino a 10, al proprio grado di contentezza, il dato risulta allarmante se si pensa che solo 1 su 100 tra gli adolescenti della stessa età non indigeni ha risposto con 0 allo stesso sondaggio. È inoltre emerso un altro dato preoccupante, il tasso di suicidi tra gli indigeni tra i 15 e 24 anni è quattro volte maggiore rispetto a quello dei coetanei non aborigeni.

La ricerca di Mission Australia

La ricerca condotta da Mission Australia prevedeva un campione di 18.727 persone, il 6,2% delle quali erano indigene. In questo gruppo si è evidenziata una maggiore probabilità di avere una vita familiare poco stabile, il 30% ha dichiarato di aver trascorso molto tempo fuori casa negli ultimi 3 anni, dal 36% di questi poi è anche risultato che sarebbero anche andati via di casa più di 10 volte sempre nell’arco di tre anni.

Per i non indigeni i dati cambiano, infatti solo il 15% degli intervistati sono stati fuori casa e solo 25% se ne sarebbe andato più volte dal tetto familiare.

Gli indigeni avrebbero anche mostrato livelli molto elevati di preoccupazione sui temi del gioco d’azzardo, droghe, suicidio, sicurezza personale e discriminazione.

I dati mostrano il fallimento

La direttrice dell’organizzazione benefica Mission Australia, Catherine Yeomans, sottolinea che i dati raccolti mostrano la concreta necessità di un ripensamento su come realizzare programmi e servizi per le popolazioni indigene.

La Yeomans afferma: “L’Australia ha un dovere morale, sociale ed economico di sostenere tutti i giovani a realizzare il proprio potenziale. Tristemente, questo rapporto mostra un misero fallimento, con troppi giovani condannati a restare ai margini. Non è una maniera sostenibile di avanzare come nazione“.